Corradi: “Saputo ha ambizioni di gloria. Il Bologna crescerà”

Corradi: “Saputo ha ambizioni di gloria. Il Bologna crescerà”

Bernardo Corradi:” Saputo ha più ambizioni di gloria, l’Udinese ha un rendimento altalenante”

Bernardo Corradi,  ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, oggi lavora come commentatore sportivo per Premium Calcio, ma in passato è transitato da Montreal. Chi meglio di lui può analizzare il progetto Saputo a Bologna.

Sembra che il chairman sia molto preso dalla situazione Bologna. Il commento di Corradi al Carlino: “Sapevo che nel momento in cui avesse intrapreso quest’avventura, l’avrebbe fatto con il dovuto trasporto: il suo, prima di tutto, è un coinvolgimento emotivo, vive il rossoblù con anima e corpo. Conoscendo Saputo, so che il suo è un progetto a lungo termine: vuole costruire una casa che resista a qualsiasi tipo di scossa. Il tifoso sogna il grande balzo, ma la crescita del Bologna sarà graduale e costante”.

Parlando invece di Di Vaio, Corradi dice: “Ho parlato con Marco, lui è legato a doppio filo alla città e al club. L’ho sentito molto più entusiasta per il momento del Bologna”. A proposito di Donadoni: “Lui è un uomo di qualità umane e professionali enormi: ha colto le difficoltà della squadra  e operato su quelle. Credo, però, che abbia beneficiato anche della base di lavoro di Delio Rossi, che non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori. Io non l’ho mai avuto come mister, ma ricordo che lo incontrai una volta alla stazione di Milano e ritrovai quella persona genuina che tutti i miei colleghi mi avevano detto di essere. Gli dissi che mi aveva colpito una sua frase: meglio essere padroni dei propri silenzi che schiavi delle parole”.

In campo, invece, i giocatori di punta per Corradi sono Mounier, Giaccherini e Destro:” Sapevo della bravura di Mounier, ma non credevo avesse queste doti offensive. Su Giaccherini credo che abbia influito molto la voglia di tornare in Italia, ha avuto fortune alterne, ma a Bologna ha trovato l’ambiente giusto. Di Destro mi ha colpito l’esser tornato quello di Siena: uno che si butta negli spazi, e che partecipa al gioco”.

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