Corioni e quella trattativa particolare per portare Alejnikov al Brescia

Corioni e quella trattativa particolare per portare Alejnikov al Brescia

Il giocatore chiese al patron delle Rondinelle due automobili, ma Corioni gli rispose: «Io produco cessi, di quelli posso dartene quanti ne vuoi».

Una trentina di partite senza lasciare il segno alla Juve, poi il centrocampista bielorusso Sergej Alejnikov trovò la sua dimensione a Lecce, ritagliandosi uno spazio importante in maglia giallorossa tra il 1990 e il ’92.

Terminata la sua avventura in Salento, Gino Corioni provò a portarlo al Brescia. La trattativa, come riporta il Corriere dello Sport – Stadio, non andò a buon fine, ma entrò comunque negli annali del calcio.

Il patron delle Rondinelle incontrò il giocatore bielorusso nella sede dell’azienda di famiglia, la Saniplast, attiva nella produzione di sanitari e articoli per il bagno. Alejnikov chiese a Corioni lo stesso stipendio che aveva alla Juve, poi trasportato a Lecce per via del contratto triennale che lo legava al club bianconero. La richiesta venne ritenuta eccessiva da parte del Brescia, che rilanciò offrendo al centrocampista di spalmare il ricco ingaggio su più stagioni.  La trattativa si bloccò però sul più bello, quando Alejnikov chiese al club due automobili. «Caro ragazzo –  gli rispose scherzosamente il patron Corioni –, ma i proprietari della Juve costruiscono le automobili. Ecco perché ne avevi. Io invece produco dei cessi. Di questi, se credi posso dartene quanti ne vuoi».

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