Conte prendi appunti: il Bologna è giovane e italiano

Conte prendi appunti: il Bologna è giovane e italiano

Forse non tutti lo avranno notato ma alla prima partita di campionato Lazio – Bologna, disputata all’Olimpico di Roma, il ct della Nazionale Antonio Conte era seduto in tribuna. Sicuramente si può attribuire la sua presenza al fatto che era il posticipo in serale della prima giornata di campionato, che si affrontavano due squadre di grandissima storia e caratura, che lo spettacolo non sarebbe mancato; ma molto probabilmente la sua scelta è stata dettata da un criterio ben diverso e pensando al suo ruolo anche molto giustificabile.

Il ct non ha scelto di vedere Fiorentina – Milan oppure di vedere la Roma o l’Inter o il Napoli.

Il ct ha scelto Lazio – Bologna (e nella giornata successiva la Juventus).

Il motivo potrebbe ricadere sul fatto che il Bologna nella prima giornata di campionato ha messo in campo 12 “azzurrabili” (solo Frosinone e Sassuolo sono riuscite a tenere il passo del Bologna con 11 giocatori) per un totale di 855 minuti di gioco. Nessun altro team ha fatto meglio nel campionato che per dirla tutta conta ancora, ma non è una novità, più stranieri che italiani (114 contro 165).

In questo calcolo rientrano naturalmente tutti gli italiani di nascita più i naturalizzati che non hanno disputato gare di qualificazione ufficiale con le proprie nazionali. Ecco dunque che il nostro giovane talentino Diawara potrà essere una futura risorsa azzurra.

Restando in ottica statistiche preoccupa un po’ il dato delle altre squadre, le famose teste di serie del campionato, l’Inter (è Internazionale dopo tutto) conta un solo giocatore, il terzino Davide Santon per 90′ in campo, la Fiorentina solo due giocatori (Bernardeschi e Astori per 112′ giocati) così come la Roma con Florenzi e De Rossi (155′ minuti). In generale le big non escono benissimo, quattro giocatori per 280 minuti per il Napoli e altrettanti per la Lazio 294′.

Solo Juventus (retroguardia made in Italy – 5 giocatori) e il Milan (campagna acquisti abbastanza incentrata sugli italiani – 7 giocatori) si salvano.

Il Direttore Pantaleo Corvino nella conferenza stampa di Lunedì l’ha detto chiaro e tondo: “Ci siamo presi il futuro”. Tutta la sessione di mercato estiva del Bologna ha avuto un’unica direzione: dare a Rossi una squadra giovane sorretta da pilastri di grande esperienza.

Nel Bologna si passa dai 36 anni di Franco Brienza ai 18 di Diawara.

Un’età media dei giocatori da record per il Bologna, 25,8 anni, una delle migliori di tutta la Serie A. Con le fasce coperte da ventenni (Masina e Ferrari), con un centrocampo teoricamente composto dai titolari (Donsah, Cristetig, Taider) sotto i 23 anni e con un centravanti di soli 24 che però ha già collezionato qualche campionato di Serie A, la linea verde del Bologna è sotto gli occhi di tutti.

Ciò che invece non compare, e forse potrebbe essere il dato più preoccupante, è la fascia di mezzo. Dai 26 ai 29 anni, in teoria l’età della piena maturità per un giocatore, nel Bologna si contano solo Acquafresca e Mounier, 28 anni entrambi. Questa però è stata una scelta fortemente voluta dalla società, affiancare ai giovanissimi qualche tassello con un po’ più gradi di anzianità  – Brighi 34 anni, 373 partite in Serie A; Gastaldello 32 anni, 249 presenze in Serie A, Mirante 33 anni, 254 presenze in Serie A, Brienza 36 anni, 263 presenze in Serie A.

In questo Bologna sperimentale ci sono ben 6 debuttanti assoluti in Serie A (Ferrari, Masina, Pulgar, Diawara, Falco e Mancosu) ma a loro vanno necessariamente aggiunti giocatori che nella massima serie hanno fatto solo una fugace comparizione – Oikonomou (2 presenze), Crimi (4) e in aggiunta giocatori come Mounier, Krafth e Krivicic (da vedere all’opera).

Questo modello, di affiancare a ragazzi di grande esperienza dei giovanissimi, ha funzionato (e anche con ottimi risultati) in una squadra che si trova a non più di 50km dal Dall’Ara; ovviamente si parla del Sassuolo, del suo progetto giovani che nella spettacolare partita contro il Napoli ha schierato 11 azzurrabili per 728 minuti e che nelle prime due giornate di campionato ha portato a casa bottino pieno.

Detto questo, posando per un attimo le statistiche sulla scrivania, si può affermare che sarà un anno che ci regalerà grandissime soddisfazioni. È una squadra giovane, che in alcuni tratti delle prime partite ha mostrato di saper correre e colpire.

Il primo vero Bologna giovane degli ultimi due decenni è una scommessa, che speriamo tutti possa essere vinta.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy