Constant: “A Bologna per riassaporare il campo. Sono pronto”

Constant: “A Bologna per riassaporare il campo. Sono pronto”

Giornata di presentazione per quello che potrebbe essere l’ultimo acquisto del Bologna in questa finestra di mercato invernale. Kevin Constant ha pronunciato oggi le sue prime parole da giocatore rossoblù. Dopo esperienza a Chievo, Genoa e Milan, Constant ritorna in Italia.

Constant, contratto di sei mesi più opzione. E’ a caccia della conferma?

“Per me la cosa importante è essere venuto qui, un club con un progetto importante. Il mio obiettivo principale è raggiungere la salvezza il prima possibile, non penso al contratto. Se riusciamo a fare questo, il mio contratto sarà prolungato. Devo dimostrare sul campo di meritare la permanenza”.

E’ svincolato da novembre, come sta fisicamente?

“Da due mesi ho rescisso, mi sono allenato con la squadra della mia città che gioca in Serie C. Non è lo stesso livello ma la condizione ce l’ho. Mi serve allenarmi con il gruppo ma sono quasi pronto”.

Come l’ha visto questo Bologna?

“Li ho visti giocare ieri, hanno fatto una bella partita, giocano al calcio e non buttano via il pallone. Per me sarà più facile inserirmi. I giocatori li conosco, Saphir, Anthony, li ho affrontati più volte”.

E lei, in che ruolo preferirebbe giocare?

“Io posso giocare in vari ruoli, toccherà al mister decidere. Negli ultimi anni ho fatto sempre il terzino ma posso giocare anche mezzala ed esterno d’attacco. La cosa importante è dare un contributo al Bologna perché mi è stata concessa una chance”.

Di Diawara cosa ne pensa?

“Gioca già come un grande, è un ragazzo molto rispettoso, chiede sempre consigli e quello è importante per la sua carriera”.

Aveva offerte dall’Inghilterra, come mai ha scelto Bologna?

“Sono andato via dal Milan perché il Trabzonspor mi chiamava ogni giorno, ho sparato una cifra a caso come richiesta economica e mi hanno accontentato. E’ stata una scelta di denaro. Sono venuto a Bologna non per soldi ma perché vorrei giocare e riassaporare il campo. Avevo altre offerte ma le ho rifiutate, voglio dimostrare le mie qualità in un campionato importante”.

E in Turchia cosa è successo?

“Stavo bene in Turchia, andavo d’accordo con tutti. Il direttore sportivo mi ha chiamato settimana scorsa perché mi rivoleva ma ho detto di no. Quando è andato via il primo allenatore le cose sono cambiate, non è un campionato famoso, è stata una scelta più economica che sportiva”.

Come mai la rescissione?

“Ho sempre giocato, solo per due mesi sono stato fuori per infortunio. Il presidente a luglio mi ha detto: ‘se vado via ti conviene andartene. Non ha vinto le elezioni, lo sapeva e ha consigliato ad altri giocatori di andare via”.

Ci racconta l’episodio dell’aeroporto?

“Avevo un biglietto per la business, il mio amico no ed eravamo in ritardo. Abbiamo chiesto se si poteva passare e il mio amico ha litigato con un poliziotto, io sono intervenuto e poi è successo quello che è successo”.

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