Civolani: “Un pari può andare bene a tutte e due”

Civolani: “Un pari può andare bene a tutte e due”

Gianfranco Civolani, fresco del premio Reverberi, interviene durante la trasmissione “Quasi Gol”, parlando di sè, del Bologna e del calcio in generale.

Gianfranco Civolani interviene, come consuetudine, alla trasmissione radiofonica “Quasi Gol”, parlando del premio “Reverberi” ricevuto recentemente: “E’ stata una cosa molto bella, hanno premiato il giornalista di basket, in questo caso, non il dirigente; sono stato premiato con Dan Peterson, è stata una bella cerimonia, ringrazio l’organizzazione e l’ex arbitro Sidoli, è stato un bel pomeriggio, peccato che non mi sono potuto fermare a cena, ma avevo l’impegno a ‘Il Pallone nel 7′”.

Fa il punto della situazione in campionato alla luce dell’occasione fallita dal Napoli per agganciare la Juventus fermata dal Bologna venerdì sera: “Il tallone d’achille del Napoli si chiama Juve, che sembrava tagliata fuori da tutti i discorsi e che invece si è ripresa; la differenza è che la Juve è abituata a lottare, mentre il Napoli non vince lo scudetto da una vita”.

Dalla Serie A passa ai campi europei facendo un piccolo punto sulle italiane impegnate: “La Fiorentina è molto difficile, perchè deve andare a giocare a Londra; direi che la Lazio passa, la Fiorentina molto difficilmente, il Napoli no”.

Dopodichè “torna in Italia” parlando della gara che attende il Bologna domenica: “Io penso che possa essere una partita nella quale, alla fin fine, un pari può andare bene a tutte e due perchè il Palermo un vantaggino sulla terz’ultima ce l’ha ancora e non so se Iachini, con la difesa colabrodo che ha, abbia voglia di rischiare”.

Puntualizza poi, nuovamente in ambito europeo, sulla partita di Champions League che verrà disputata dalla Juventus in casa contro il Bayern Monaco: “Se la Juve stasera fa pari, non è un buon risultato”.

Termina parlando della vicenda di Francesco Totti e Luciano Spalletti, che ha tenuto banco in questi ultimi giorni: “Spalletti, che non è una persona molto gradevole, a torto o a ragione, poteva gestire meglio la faccenda; la società non è molto presente e non ha adottato le grandi provvidenze per il tramonto di Totti, che è una delle pochissime bandiere del calcio italiano, che oggi non ci sono più: giusto Boniperti e Zanetti, ma sono già state ammainate”.

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