Civolani: “Ho visto il Bologna battere il Grande Torino”

Civolani: “Ho visto il Bologna battere il Grande Torino”

Gianfranco Civolani racconta sè stesso e la partita di sabato contro il Torino, con il suo fascino e la sua storia.

di Amos Segal

Gianfranco Civolani, ospite a “Quasi Gol”, racconta la sfida di sabato con il Torino, insieme ai suoi ricordi di tifoso storico rossoblù: “Io ho visto il Bologna battere il grande Torino per 1-0 nel ’48, c’ero. Nel ’49, quando accadde Superga, prima fecimo 1-1, poi 2-2, con il pareggio per 2-2 con gol del grande Gino Cappello”.

Parlando delle squadre e della situazione attuale in campionato, dice: “Il Torino ha 20 punti e il Bologna 13, significa che sono stati più bravi, ma si può rimediare un pari e oggi compie gli anni un giocatore che creò i presupposti per una prestigiosa vittoria a Torino, l’ex allenatore granata Radice: mi ricordo che i granata andarono in vantaggio con gol di Pulici, poi ci fu il pareggio di Paris e il vantaggio dell’ex Garritano”.

Dalla gara di sabato passa a parlare di compleanni, visto che oggi è quello di Gabbiadini, citando personaggi famosi: “Luisito Suarez ha compiuto da poco gli 80 anni, come pure Giuseppe Gazzoni Frascara e tra poco li compio anch’io”.

Quando gli viene chiesto cosa pensa del suo anno di nascita, immerge di nuovo il discorso nelle memorie sportive: “Il ’45 mi consentì, a 9 anni, di vedere la mia prima partita di calcio, 9 ottobre 1945, quando c’erano ancora le macerie: Bologna-Modena in San Luca. Io mi sono innamorato pochissime volte nella mia vita, del Bologna sì”.

Sul fatto che Rossettini è uscito dolorante dall’allenamento e che quindi è in dubbio per la gara, dice: “Bisogna trovare un sostituto: se non c’è Rossettini è un guaio. Oikonomou non ha il passo del terzino; adesso Rossettini ti assicura degli equilibri, ha un incursore come Masina e Rossettini che sta lì, ecco perchè  è prezioso”.

Tornando a parlare di sè e della sua età, lascia anche una piccola perla di saggezza: “Se uno mi chiede il compleanno, io lo dico, anche se preferirei averne settanta, starei un pò meglio. Io non festeggio mai, da quando ero bambino, io non ricordo nè candeline nè torte, perchè avevo un padre molto asciutto: noi viviamo una vita piena di negatività, ma dobbiamo essere capaci di trovare della positività; in quel caso, festeggiamo”.

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