Cellino: “Allegri ha una marcia in più”

Cellino: “Allegri ha una marcia in più”

Le parole di Cellino al Corriere di Bologna

La partita di domani tra Bologna e Juventus vedrà incrociarsi due degli allenatori più quotati in campionato, alla luce del cammino delle loro squadre: Roberto Donadoni e Massimiliano Allegri. Ma se i colori separano i due tecnici, una cosa li accomuna: l’aver avuto, nel loro passato, l’ex presidente del Cagliari Massimo Cellino.

Sul conto del mister livornese l’attuale proprietario del Leeds United dice: “Sono due grandi allenatori, ma Allegri ha una marcia in più“, aggiungendo pure “però, non solo di Donadoni, ma di tutti. E quando dico di tutti, dico proprio di tutti, italiani e stranieri“. Parole certamente bellissime, che toccherebbero chiunque nel proprio io, facendo crescere la propria autostima ed il proprio orgoglio come giovani arbusti sotto il sole. Eppure, c’è una macchia nel rapporto che legò Cellino e Allegri durante l’epopea cagliaritana, un esonero assurdo: tutto iniziò il 29 maggio 2008, quando fu firmato un contratto annuale, il primo in Serie A per il mister labronico, che all’epoca ha 40 anni, un’autentica scommessa per il presidente del club sardo Cellino.

Dopo un inizio difficoltoso, contornato da ben 5 sconfitte consecutive e la richiesta di dimissioni gridata da più voci dalla piazza, arrivano prima il pareggio a reti inviolate con il Milan alla sesta giornata e la prima vittoria alla settima in trasferta a Torino contro i granata con rete a pochi minuti dal termine regolamentare di Robert Acquafresca (che sarà il cannoniere della squadra con 14 centri): sarà l’inizio di un lungo cammino che condurrà i rossoblù isolani al nono posto in campionato e quindi ad una salvezza tranquilla. In mezzo ci saranno lo straripante successo sul Bologna per 5-1 (che costerà la panchina ad Arrigoni), la rivincita sulla Lazio con un sonoro 4-1 all’Olimpico di Roma (all’andata il risultato fu uguale ma per i biancocelesti), la vittoria a Torino contro la Juve per 2-3 e la vittoria sull’Inter di Mourinho e Ibrahimovic fresca di Scudetto per 2-1.

Sembrerebbe l’inizio di un grande romanzo, destinato però a non avere il lieto fine, in quanto il presidente cagliaritano, dopo una striscia negativa di 8 partite, dove raccoglie solo 2 punti, decide di esonerarlo il 13 aprile, con frasi al veleno come: “il Cagliari non poteva essere allenato da uno che aveva la testa altrove”. Cellino era convinto che Allegri avesse raggiunto un accordo con la Juventus, che aveva battuto il suo Cagliari due giorni prima, ma i fatti lo smentirono: Allegri andò al Milan, dove vinse lo Scudetto.

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