Carboni: “Seconde squadre e nuovi stadi solo così l’Italia può colmare il gap europeo”

Carboni: “Seconde squadre e nuovi stadi solo così l’Italia può colmare il gap europeo”

Le parole di Amedeo Carboni che da anni si è trasferito a Valencia

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Il Carlino riporta come 15-1 sia il parziale dei gol che da settembre a oggi contraddistingue i match fra squadre spagnole e squadre italiane, Nazionale compresa. L’unico gol è stato segnato da Dzeko mercoledì al Camp Nou.

Un gap imbarazzante è stato spiegato da Amedeo Carboni, ex azzurro e capitano della Roma, vive da molti anni a Valencia ed è tra i titolari di una società, che si occupa di ristrutturare stadi. Sono partiti con il Mestalla di Valencia per proseguire con il Sanchez-Pizjuan di Siviglia e gli impianti di Malaga, Betis, Celta Vigo, Levante. L’ultimo in ordine di tempo è il Wanda Metropolitano, gioiellino dell’Atletico Madrid. Queste le dichiarazioni di Carboni:

Gli spagnoli sono stati più veloci a rendersi conto di come stava cambiando il calcio. Hanno compreso che con il marketing, il merchandising, i diritti televisivi e gli stadi più accoglienti il loro calcio sarebbe cresciuto: così è stato. I nostri dirigenti ci stanno arrivando solo adesso, ma il tempo perso è tanto. Le seconde squadre che ci sono qui in Spagna permettono ai giovani di crescere rapidamente confrontandosi con avversari veri che giocano per vincere il campionato o salvarsi, in stadi gremiti di tifosi. I nostri giovani invece trovano difficoltà a passare dalle scarse pressioni del campionato Primavera alle prime squadre. I più bravi se ne vanno presto: Donnarumma, ad esempio, secondo me è rimasto al Milan solo perché accontentato a suon di milioni. E poi ci sono gli stadi obsoleti. Migliorare lo stadio permette un maggior coinvolgimento dei tifosi, come la creazione di aree vip ad alto valore aggiunto e per la visibilità degli sponsor. Uno studio ci dice che nei nostri stadi nuovi c’è stato un aumento medio del 10% del pubblico. Il Betis e il Levante sono cresciuti addirittura del 20%. E poi ci sono gli sponsor che investono circa il 30% in più. Avete visto cosa è successo alla Juve con il nuovo stadio di proprietà? Non ha più rivali in Italia.

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