Calcio, gli sponsor emergenti che rilanciano i club

Calcio, gli sponsor emergenti che rilanciano i club

Dal miracolo Manchester City con Fly Emirates alla favola Sassuolo con Mapei passando per il Glasgow Rangers targato 32Red. Con Faac il Bologna può sognare?

Nel calcio successo fa rima con sponsor, mercato e acquisti. Il romanticismo di un tempo ha lasciato lo spazio all’era degli acquisti plurimilionari, dove avere il nome giusto sulla propria maglia può essere fondamentale. E spesso lo è.

Cominciando da lontano, la prima storia del nuovo calcio è targata Manchester City. Una squadretta di periferia prima dell’arrivo degli sceicchi, e con loro dello sponsor Fly Emirates. Mai un primo posto nei primi otto di Premier League nei primi anni duemila, con anche umiliazioni non da poco. Nel 2008 il Middlesbrough ha inflitto ai Citizens un sonoro 8-1, un risultato oggi immaginabile solo a parti invertite. In mezzo ovviamente la nuova dirigenza con cambio di partnership, e contratti di sponsorizzazione che ora valgono 30 milioni di sterline a stagione. E così dall’essere a fatica nella top 10 di Premier League il Manchester City è entrato nelle prime quattro d’Europa.

Senza spostarci troppo dall’Inghilterra, è la Scozia a raccontare un’altra storia di rinascita assistita. Protagonisti i Rangers di Glasgow, storico club del campionato locale al primo posto mondiale per quantità (non qualità) di titoli vinti. Dopo il fallimento di qualche stagione fa il loro destino sembrava segnato, rendendo scontato il dominio del Celtic. Quest’anno però la storica rimonta è stata portata a termine, con il ritorno nella massima competizione nazionale che può fare da preludio a qualcosa di più importante. Una cavalcata aiutata non poco dai fondi erogati dalle casse dello sponsor, il casinò online 32Red, vecchia conoscenza di Bologna e Swansea.

In Italia la favola che piace porta il nome del Sassuolo, qualificato in Europa League dopo anni passati a lottare nelle categorie minori. Una risalita inaspettata, passata anche da momenti difficili: il 7-0 di San Siro al primo mese di Serie A, quando nelle prime giornate i punti erano davvero pochi. Poi un progetto giovani serio e le alleanze giuste all’interno del campionato, per poi arrivare a un risultato storico. Tutto meraviglioso, ma anche costoso. Il Sassuolo riceve 22 milioni di euro all’anno da Mapei, sponsor che compare da anni sulle maglie della squadra. L’importo più alto ricevuto da un club del nostro Paese, ancora meglio della Juventus che fa paura a molti in Europa. Che poi Mapei sia l’azienda di Squinzi, presidente neroverde, importa in modo relativo. I conti tornano in casa Sassuolo, e tornano molto bene.

È possibile che il Bologna sia la prossima squadra rivelazione? Non con questi incassi, non con questo sponsor. L’accordo con Faac è stato rinnovato a una cifra di mezzo milione di euro fisso a stagione, con l’aggiunta di bonus in base ai risultati per arrivare fino a un massimo di un milione. Non basta per fare mercati sontuosi, e nemmeno per rinforzare in modo costante la rosa. Quest’estate partono Diawara e Giaccherini, e con i loro addii si prova a costruire. Non è questa la strada da intraprendere, non per certi risultati. Per sognare in grande si parte da uno sponsor, o da uno sceicco. L’elemento comune che differenzia il Bologna da City, Rangers e Sassuolo è tutto qui.

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