Bortolotti: “Questa è una partita che richiederà un’attenzione particolare”

Bortolotti: “Questa è una partita che richiederà un’attenzione particolare”

Adalberto Bortolotti, intervistato durante la trasmissione “Quasi Gol”, esprime il suo punto di vista sulla gestione Donadoni e sul delicato match di sabato pomeriggio nel “catino” di Genova.

di Amos Segal

Adalberto Bortolotti, firma prestigiosa del giornalismo bolognese, è intervenuto oggi alla trasmissione “Quasi Gol”. Rispondendo alla domanda su com’è cambiato il Bologna di Donadoni rispetto a quello di Rossi, esprime questo concetto-chiave: “Direi che ci sono allenatori che propagandano rivoluzioni e non le fanno ed altri che le fanno, ma silenziose. Donadoni è uno di questi”. Sottolineando poi il lavoro dell’allenatore bergamasco, aggiunge: “Al di là delle mosse singole, mi pare sia cambiato il modo di affrontare le partite”.

Sulla disposizione della squadra in campo e le tattiche usate, dice: “La difesa è a quattro teoricamente, ma in realtà c’è un terzino che è quasi sempre nell’altra parte del campo, che è Masina, quella di Rossettini col Napoli è stata un’eccezione. Manca un esterno di destra un po’ propositivo, c’è la speranza legata a Krafth, che però non s’è mai visto”.

Sull’impiego di Brienza a centrocampo: “E’ stata una mossa intelligente, quella è una zona del campo che richiede intelligenza ma, soprattuto, interdizione. Brienza dà qualità, e la mossa di metterlo subito lì col Napoli mi è sembrata figlia dell’assenza di Giaccherini, perché Franco dà inventiva insieme a qualità. E’ molto propositivo, tiene ancora un’ora di gioco ad alti livelli, tecnicamente non ha nulla da imparare”.

In vista della gara di Genova, si sofferma sulla difesa e sulle pesanti assenze di Masina (per squalifica) e Maietta (per infortunio): “A Genova, il ruolo di terzino sinistro sarebbe di Morleo, che però non vede il campo da tantissimo tempo. E’ un trasferta ostica, che mi ricorda quella di Torino, sperando in un esito diverso”. Aggiunge inoltre: “Ventura a Torino, come Gasperini a Genova, conosce a fondo la squadra, regala poco o nulla e paradossalmente propongono problemi maggiori rispetto al più forte Napoli, che però concede troppo in fase di conclusione. Questa è una partita che richiederà un’attenzione particolare”.

Sulla sempre delicata questione degli arbitri, si esprime così: “Era una partita da affidare ad un arbitro esperto, in grado di governare le tensioni in campo, il Bologna farà da cavia. Non condivido la scelta, ci voleva un arbitro di prima fascia”.

Conclude, infine, parlando del ritrovato Mattìa Destro: “Quando è arrivato a Bologna, non era nella migliore condizione fisica; ha fatto la preparazione con la Roma sapendo che non sarebbe rimasto, quindi ha impiegato tempo a trovare un condizione fisica soddisfacente. Evidentemente Donadoni ha trovato la giusta motivazione per farlo cambiare, è stato un grande giocatore e quindi sa rapportarsi ed illustrare cosa fare per progredire. In questo modo sta restituendo al Bologna e al calcio italiano un giocatore dal grande destino, se saprà dare continuità”.

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