Bologna: una Kia-ve per arrivare a Calleri

Bologna: una Kia-ve per arrivare a Calleri

L’elemento chiave per giungere all’approdo della punta argentina nella massima serie con la casacca del Bologna è rappresentata dal manager Kiavash Joorabchian.

di Amos Segal

A volte, nella vita, può essere un singolo particolare, o una singola persona, a decidere della sorte di un qualsiasi evento, da una battaglia ad una partita, da un duello ad un affare.

Nel calcio abbiamo visto grandi fuoriclasse come Diego Armando Maradona spuntare dal niente e inventare la giocata decisiva che ha condotto la propria squadra alla vittoria finale, mentre citando il “duello”, non possiamo dimenticare la celebre scena di “Per qualche dollaro in più”, quando Clint Eastwood (che interpreta il veloce pistolero soprannominato “Il monco”) salva proprio all’ultimo istante il socio Lee Van Cleef (il colonnello Douglas Mortimer) contro il folle e malvagio “Indio” (recitato superbamente da un indimenticabile Gian Maria Volontè).

Il Bologna, in questo campionato, è un pò come un pistolero del lontano West, che ogni giornata deve affrontare avversari motivati anch’essi dalla sopravvivenza nella massima serie nazionale e, in questo caso, il “salvatore” della situazione si chiama Kiavash Joorabchian, detto anche “Kia”: nato a Teheran, capitale dell’Iran, ha 44 anni e si è formato a Londra, nel cuore pulsante della Gran Bretagna.

Più che definirlo un agente, lo si può chiamare semplicemente manager, descritto da tutti come un “business man a tutto tondo”, da sempre impegnato a tessere, con sapiente cura, le tele di un mercato ad alti livelli rimandendo, allo stesso tempo, nell’ombra. Come un ragno costruisce la sua ragnatela con pazienza e ritmo scritto nel proprio dna, “Kia” si adopera con le abilità per i potentati del calcio 2.0, i fondi di investimento (“Third Party Ownership” [T.P.O.]) che cercano cartellini appartenenti a giocatori facenti parte di club in gravi difficoltà . Per fare un esempio legato al nostro campionato, cura gli interessi del grande Carlos Tevez, indimenticata punta della Juventus dal 2013 al 2015 ed autore di autentiche prodezze con la maglia bianconera (una su tutte, il gol al Parma dribblando praticamente tutta la difesa).

L’affare per far approdare il campione argentino al Milan sembrava già cosa fatta, con il famoso pranzo tra il manager iraniano-londinese e Adriano Galliani, ma la famiglia Berlusconi lasciò tutti di stucco virando sul pupillo Pato e mandando “l’Apache” ai rivali bianconeri.

In questi giorni, Joorabchian torna d’attualità perché – come riporta Stadio – si può rivelare decisivo per portare Jonathan Calleri in rossoblù via Inter: operazione molto complicata, con diverse parti chiamate in causa.

Un fondo di investimento di Londra, lo Stellar Group, ha comprato il cartellino della punta argentina (in squadra proprio con Tevez al Boca Juniors) per 12 milioni di dollari ed ora è in trattativa con la società nerazzurra milanese per farla approdare nella nostra Serie A. Tuttavia c’è la difficoltà rappresentata dal mancanza di denaro liquido da parte della “Beneamata” e quindi si cerca di optare per il prestito con diritto di riscatto; a questo bisogna anche aggiungere il fatto che l’Inter non ha più posti disponibili per tesserare degli extracomunitari e qui entra in scena il Bologna. Joorabchian potrebbe spingere il giovane talento (segnalato, tra l’altro, da Tevez) verso Casteldebole e Pantaleo Corvino confida moltissimo nello stretto rapporto con la famiglia di Calleri, legatissima all’abilissimo manager. Al Bologna non rimane altro che aspettare ed osservare l’evolversi dei fatti con l’occhio vigile di chi non vuole farsi sfuggire le migliori opportunità.

L’unica certezza che anima l’ambiente rossoblù in questa vicenda è che se Joorabchian e l’Inter troveranno l’intesa, la strada per arrivare a prendere Calleri non sarà più irta di ostacoli: la società guidata da Joey Saputo è stata l’unica considerata in Italia per la soluzione in prestito.

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