Bologna-Napoli, tanti “affari” tra i due club

Bologna-Napoli, tanti “affari” tra i due club

La storia delle operazioni di mercato tra la città delle Due Torri e Napoli iniziò nel lontano 1960, quando il brasiliano Luis Vinicio lasciò la Campania per trasferirsi a Bologna. L’attaccante, grande protagonista in azzurro, non fece altrettanto bene in rossoblù. Dopo sole due stagioni l’ex Botafogo decise di cambiare aria, trovando il pronto rilancio a Vicenza. Quindi anni più tardi furono i felsinei a cedere per l’astronomica cifra di due miliardi Beppe Savoldi al Napoli.

Nel 1978 il centrocampista Antonio Juliano lasciò la sua Napoli per chiudere la carriera in Emilia, dove ritrovò Bruno Pesaola, icona partenopea prima da calciatore e poi da allenatore.

Arriviamo agli anni novanta, quando Incocciati e Baroni lasciarono un Napoli a fine ciclo dopo i fasti scudettati per dare una mano al Bologna appena retrocesso nella serie cadetta. Nel ’98 fu l’attuale presidente dell’Aiac Renzo Ulivieri, reduce da quattro grandi stagioni alla guida dei rossoblù, che condusse dalla C alla Serie A, a fare il percorso inverso, andando ad allenare il Napoli.

Aprì il nuovo secolo il trasferimento in rossoblù dell’estremo difensore campano Ferdinando Coppola. Nessuna presenza però per il classe ’78 nelle sue tre stagioni bolognesi. Da ricordare inoltre, come riporta Il Resto del Carlino, altri trasferimenti come quelli di Bellucci, che rimase in Emilia per ben sei stagioni, e Troise. Infine quelli più recenti di Zalayeta, che chiuse a Bologna la sua avventura italiana, prima di fare tappa in Turchia e successivamente al Penarol, Britos, acquistato dal Napoli per più di dieci milioni di euro, e Vitale.

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