Bologna, la chiave del calo dei rossoblù

Bologna, la chiave del calo dei rossoblù

Fisiologico il calo della squadra di Donadoni, che non perdeva dalla trasferta di Frosinone del 2 febbraio.

La sconfitta di Milano contro l’Inter ha spezzato il filotto di imbattibilità del Bologna che durava da 5 partite. I rossoblù hanno subito due reti, non accadeva dal 31 gennaio, quando Giaccherini e compagni si imposero al Dall’Ara per 3-2 sulla Samp.

Donadoni si è spesso affidato agli stessi undici, facendo ruotare 2-3 elementi al massimo. La difesa, nonostante la recente débâcle milanese, non può essere messa in discussione. Mirante, Gastaldello, Maietta, Masina e Mbaye sono i punti fermi. Le alternative comunque non mancano: da Morleo a Rossettini, fino a Constant, Oikonomou e Zuniga. Qualche problema in più invece a centrocampo. Diawara, Donsah e Taider reggono da soli la linea mediana felsinea. Se potesse, Donadoni li farebbe giocare sempre, anche perché i vari Brighi, Pulgar e Crisetig non hanno fornito garanzie al tecnico di Cisano Bergamasco. Stesso discorso per l’attacco, reparto dove Giaccherini e Destro sono insostituibili, mentre si alternano spesso il francese Mounier e Rizzo. Alle loro spalle ha trovato un po’ di spazio Floccari, che però non è finora riuscito a imporsi.

Il piccolo calo, se così vogliamo chiamarlo, è fisiologico. Non si può pensare che una squadra costruita per la salvezza possa lottare per le prime posizioni. Mister Donadoni ha a disposizione un gruppo di 12-13 elementi di spessore, gli altri però non sembrano essere all’altezza della categoria. Perdere a Milano giocando a viso aperto non può quindi essere considerato un passo falso, gli esami da non fallire il Bologna li ha superati tutti a pieni voti.

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