Bologna, arbitri ed errori: ecco quale potrebbe essere la classifica

Bologna, arbitri ed errori: ecco quale potrebbe essere la classifica

Bologna fragile nell’ultimo quarto d’ora ma anche penalizzato da discutibili decisioni arbitrali, la classifica potrebbe essere profondamente diversa

Quale percezione si avrebbe sul Bologna se non ci fossero gli ultimi 15 minuti di gioco e decisioni arbitrali gravi? Certo, nessuna squadra è immune da sconfitte o da qualche gol preso nel finale, per questo non si può pensare che tutta la sequenza di punti gettati dal Bologna negli ultimi minuti possa essere sommata all’attuale classifica, ma considerando questo aspetto e quello arbitrale è chiaro come i rossoblù potrebbero essere stabilmente nella parte sinistra della classifica.

Il resoconto. La lista di punti persi nel finale inizia con Bologna-Genoa e Simeone che infila Da Costa al minuto 77, un punto lasciato per strada dai rossoblù che possono però recriminare per un rigore non dato a Destro e per la mancata espulsione di Veloso da parte di un rigido Maresca, ma solo nei confronti di Gastaldello. Da qui parte una sequenza di cinque partite in cui il Bologna può lamentarsi per l’operarto arbitrale, oltre a perdere, per responsabilità propria, punti nei finali di gara. A Roma Mazzoleni concede un rigore inesistente al 97′ (Masina e Oikonomou colpevoli nel non spazzare), altri due punti persi. Arriva poi il Sassuolo, altro pari negli ultimi minuti, stavolta ad opera di Matri, il Bologna recrimina per una traversa di Torosidis e per non aver chiuso una partita dominata, ma Irrati non concede un netto penalty per sgambetto di Magnanelli su Verdi. Altri due punti gettati. Si va successivamente a Verona, ancora Bologna rimontato ma il gol clivense arriva prima degli ultimi 15 minuti (autogol Mbaye al 70′). Anche qui errore arbitrale, Gobbi stende Verdi in area sullo zero a zero. La lista finisce nella gara interna con la Fiorentina, persa per un fallo da ultimo uomo di Gastaldello con Valeri che nella ripresa non caccia Badelj per un intervento killer su Mbaye. Il Bologna era comunque già sotto: non si può ipotizzare una rimonta certa. Il 5 dicembre, senza errori arbitrali ma in dieci, i rossoblù pedono all’ultimo secondo a Udine grazie alla prodezza di Danilo, mentre l’interminabile lista termina con Cagliari, Milan e Samp, tre partite per un totale di sei punti persi nei dintorni del novantesimo. Su due di queste – le due trasferte – pesanti errori dei fischietti: l’espulsione di Viviani e la punizione ribaltata nel contatto Krafth-Borriello in Sardegna, il rigore concesso alla Samp domenica per il presunto mani di Pulgar. In conclusione, se si contassero i punti persi nell’ultimo quarto d’ora il Bologna ne potrebbe conteggiare 12 in più in classifica: da 27 a 39 e nono posto a un punto dalla Fiorentina. Se si considerassero invece i punti non ottenuti per via di sviste arbitrali si toccherebbe quota 10. In sintesi, anche non conteggiando tutti i punti persi per errori del Bologna – nessuna squadra è perfetta nel corso del campionato – e non conteggiando tutti i punti non ottenuti per decisioni delle giacchette fluo (in alcuni casi coincidono con gli errori del Bfc e un rigore si può sbagliare) i rossoblù potrebbero avere almeno 6 punti in più. Vorrebbe dire parte sinistra della classifica, con tutte le conseguenze del caso in termini di percezione e rendimento.

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