Bergodi: “Con Quintero il Bologna può sognare. Male a Pescara? Vi dico il perché”

Bergodi: “Con Quintero il Bologna può sognare. Male a Pescara? Vi dico il perché”

Nel 2012 era approdato in Italia, sponda Pescara. L’esperienza nel Bel paese si è conclusa dopo solo una stagione, con diciassette partite giocate ed una sola rete messa a segno ma soprattutto, è terminata senza che il colombiano fosse riuscito a mettere in mostra le sue vere qualità. Che fosse un giocatore di classe lo si era intuito ma in campionato non è mai esploso. Il perché? Lo ha spiegato bene Cristiano Bergodi, l’allenatore che il 18 novembre 2012 subentrò al dimissionario Giovanni Stroppa sulla panchina del Pescara. 

“Fatta eccezione per le prime partite, non l’ho quasi più schierato -racconta il mister- dopo l’esordio con la Roma lo feci giocare qualche altra partita poi lui partì con la sua Nazionale per il Campionato Sudamericano Under 20 (tornò vincitore e proclamato miglior giocatore del torneo). Quando rientrò si infortunò subito e non scese più in campo. Poi Bucchi prese il mio posto e non lo schierò più nonostante fosse tornato disponibile: con una retrocessione ormai scontata preferirono non rischiarlo”.

Detto questo, Bergodi si accorse subito delle qualità del giovane colombiano allora 19enne: “Mi fece subito una buonissima impressione. Mostrava già una tecnica sopraffina, un mancino sensazionale e grande personalità. In più spiccavano le sue grandi qualità umane”.

Ragazzo eccezionale e grande acquisto per il Bologna. L’allenatore ne è convinto e sa anche in quale parte del campo il ragazzo potrebbe rendere di più. “Io lo schiererei trequartista -spiega- perché giocando tra le linee può andare alla conclusione o indovinare il passaggio vincente per le punte”.

Bergodi afferma che con davanti un attaccante importante il Bologna potrebbe davvero fa bene: “Con Quintero i tifosi possono sognare e se là davanti arriverà davvero uno tra Okaka, Defrel e Abel Hernandez, ecco che potrebbero salire le quotazioni”. 

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