Bene il turnover, ma senza i titolarissimi non è la stessa cosa

Bene il turnover, ma senza i titolarissimi non è la stessa cosa

A Frosinone, la squadra ha pagato con la sconfitta l’assenza di alcuni leader, eppure la prestazione c’è stata.

Mercoledì è stata la prima volta che Donadoni ha utilizzato un turnover così corposo. Cinque i cambi rispetto al match con la Sampdoria, ben suddivisi per ogni reparto. Sono venuti così a mancare quegli elementi che rappresentano le fondamenta su cui il mister ha costruito questa squadra.

Rinunciare a Masina, Gastaldello, Giaccherini, Donsah e Destro in un solo colpo non poteva che creare difficoltà, pensando anche alla fame di vittoria dei padroni di casa. Non smarrimento però, perché i rossoblù sono scesi in campo con le idee chiare e hanno condotto a lunghi tratti la partita.

Il turnover, insomma, non ha pagato solo guardando al risultato, ma la prestazione c’è stata. Eppure la sensazione è che senza i suoi titolarissimi il Bologna non possa mantenere i numeri da record che sta raccogliendo durante la gestione Donadoni. Del resto non è facile rinunciare all’estro di Giaccherini, alla fame da gol di Destro e alla sicurezza di Gastadello.

 

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