Basta piangere, ora non ci resta che “vincere”

Basta piangere, ora non ci resta che “vincere”

Perdere stasera significherebbe davvero toccare il fondo. Perché arrivare quinti, o addirittura sesti, in un campionato in cui parti da favorita e che si è vissuto in alto fino a pochi mesi fa, sarebbe un risultato umiliante e scoraggiante. Umiliante soprattutto per il modo in cui si sarebbe, eventualmente, finiti così in basso, cioè da squadra senza carattere, da gruppo che seppur avendo sulla carta nomi importanti non ha messo in campo un minimo di grinta. Finire quinti (o sesti), rappresenterebbe la conclusione di mesi durante i quali i navigati calciatori rossoblù hanno sprecato di tutto e di più e si sono fatti sovrastare dalla freschezza e dalla vera voglia di vincere presenti in altre formazioni.

Per questo si chiede la vittoria. Per l’ orgoglio, per i tifosi, per la proprietà. Per dimostrare di non essere una squadra morta, per far vedere a tutti che il Bologna ha capito i suoi errori, è pronta a rimettersi in carreggiata e tornare quella di prima. Vincere per smentire (almeno in parte) le critiche, per riaccendere l’entusiasmo e soprattutto per dimostrare alla città che la squadra ci crede, tiene alla maglia e vuole onorarla. Rialzare la testa come un pugile che, dopo aver abbassato la guardia, ha ricevuto un gancio dritto in faccia. Il dolore è tanto ma le forze ci sono ancora. Gli ultimi mesi non si cancellano, anche perché hanno portato alla mancata promozione diretta, ma i danni si possono limitare.

Parlando più concretamente e mettendo per un attimo da parte i moti d’ orgoglio e gli spiriti di rivincita, si deve vincere per evitare il primo turno dei playoff. Una partita in più, un ulteriore rischio. Nel malaugurato caso in cui la truppa rossoblù non dovesse uscire dal Dall’Ara con una vittoria, si troverebbe a giocare già da subito (martedì 26 Maggio) contro la 7a o l’ 8a. In caso contrario invece, possibilità che tutti vivamente sperano, il Bologna aspetterebbe l’esito del primo turno passando direttamente alle semifinali (venerdì 29 maggio l’andata, martedì 2 giugno il ritorno). 

Fatelo per Joe e Joey. Quei due nordamericani che hanno salvato il Bfc, che lo hanno tirato fuori dalle sabbie mobili in cui il club si trovava e che, cosa più importante, hanno permesso alla squadra di avere certezze sul futuro e non hanno lasciato che i calciatori giocassero in un clima di incertezza. Questo non è bastato. 

L’ unica cosa che potrebbe non far disperare più di tanto è l’esempio del Bologna di Gazzoni. L’era Gazzoni iniziò dalla serie C nel 1993 e il primo anno fu un fallimento in quanto la squadra non riuscì a centrare l’accesso alla B. Poi la svolta. In due anni il Bologna si trovò in zona Uefa. Sono passati esattamente vent’anni dalla storica promozione dalla C alla B e stasera, prima del match contro il Lanciano, verrà festeggiata la ricorrenza. 

Il passato si unirà al presente quindi, con la speranza che le generazioni d’oggi, guardando le imprese compiute ieri, sognino di diventare anche loro parte della storia. Della storia rossoblù.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy