Bartolozzi: “Destro azzecca più partite di Fontecchio”

Bartolozzi: “Destro azzecca più partite di Fontecchio”

Intervista al capo-redattore di “Stadio” Bruno Bartolozzi su “Passione Rossoblù”, il quale rilascia i suoi punti di vista sul Bologna, sulla Virtus e sul mondo delle comunicazioni, dando prova di grande cultura

Oggi Bruno Bartolozzi è intervenuto ai microfoni di “Passione Rossoblù” su Radio Nettuno per parlare di sport, iniziando dalla pallacanestro. Ieri sera la Virtus ha battuto Pesaro per 79-75, una vittoria preziosa sulla quale si pronuncia così: “Peccato che non si sia raggiunta la differenza canestri che consentirebbe a Bologna la supremazia su Pesaro, però c’è stata una grande risposta dal campo”.

Un messaggio giunto in studio paragona il calciatore Mattia Destro ed il cestista Simone Fontecchio, entrambi militanti in squadre bolognesi: “Destro di partite ne azzecca una in più rispetto a Fontecchio, al quale si possono chiedere altre cose, oltre alle sue solite. Fontecchio è il giocatore più atteso con Destro; dietro di lui c’è quest’ansia di accrescerne le aspettative. Ci si attende molto e quindi dietro di lui c’è quest’aspettativa, quest’alone che gli fiata dietro”.

Si passa al calcio, il primo argomento verte sul progetto di ristrutturazione dello Stadio di Bologna: “Il restyling del Dall’Ara è un’idea che funziona per tanti motivi: primo, non possiamo costruirne uno nuovo da un’altra parte, secondo è un’idea che ha sedotto tante persone come Cazzola, i Menarini, mentre Guaraldi no. Il rifacimento, i nuovi progetti, nel calcio, passano tutti per le strutture patrimoniali che non sono solo i giocatori. Ora raccoglieremo i frutti, se tutta l’operazione costasse trenta milioni di euro, il Bologna raccoglierà i soldi e questo stadio avrà un ritorno tale da consentire una copertura adeguata, altrimenti non si reggerebbe in piedi”.

Dopo ciò, viene salutato il campo dello sport praticato per passare alla filosofia della comunicazione e Bartolozzi enuncia questo grande pensiero: “Abbiamo un senso di responsabilità nei confronti delle persone con cui parliamo, dobbiamo esercitarci per affinare un linguaggio elettivo in modo da comunicare ciò che vediamo in campo: se poi ci sono telecronisti che danno più importanza a questa cosa ed altri meno, è lì il problema dell’efficacia comunicativa e dobbiamo lavorarci. Lo sport è cultura e va tradotto, la forza della traduzione può vivere di forza autonoma e, a furia di contaminarsi, può ricevere un arricchimento”.

Dando poi prova di possedere grandi conoscenze ed un’immensa cultura, il direttore de “Il Corriere dello Sport – Stadio”, espone con chiarezza questa metafora: “Conoscere il manuale di filosofia non significa conoscere il filosofo, avere la mappa della città è importante, ma se hai studiato solo la mappa, non hai conosciuto Parigi. Quando abbiamo una codificazione, bisogna usarla come un aiuto, lo stesso vale per la tattica e lo schema”.

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