Arch. Gino Zavanella (a Tempi Supplementari “Radio Nettuno”):

Arch. Gino Zavanella (a Tempi Supplementari “Radio Nettuno”):

L’architetto Gino Zavanella, autore del concept suo nuovo Dall’Ara, è intervenuto ieri sera nel corso di Tempi Supplementari, in onda su Radio Nettuno condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto, con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Di seguito l’intervista.

Architetto, le cifre che circolano attualmente prevedono un nuovo Dall’Ara da circa 25mila posti. Sono tantissimi i tifosi che sostengono che questa capienza potrebbe non essere sufficiente, soprattutto per un Bologna che vuole avere un grande futuro. Come stanno le cose?

“Credo che il problema della capienza non sia attuale, di adesso. Adesso dobbiamo capire come fare lo stadio e se la Soprintendenza ci permetterà di farlo così come lo abbiamo pensato. Poi portarlo da 25mila a 28mila non è quello il problema. Faccio un’osservazione, di cui peraltro a suo tempo avevo discusso con il dottor Agnelli e la direzione della Juventus. Gli stadi devono essere pieni, oggi c’è certamente una diminuzione del pubblico presente negli stadi oppure l’impianto è pieno solo in occasione di partite particolari. Credo che lo stadio, e la Juventus insegna, debbano essere pieno tutte le volte che c’è una partita. La Juventus aveva pensato questo: meglio avere per le partite clou mille spettatori fuori che avere 5mila posto vuoti quando una squadra fa una partita non di cartello. In ogni caso, stabilire quanto debba essere capiente lo stadio del Bologna non compete a me”.

Chi lo decide?

“Lo decide il Bologna: e lo decide in base a una ricerca che fa, non certo in base a come ci si sveglia una mattina. Quello della capienza, come dicevo, è un aspetto che viene dopo. Innanzitutto vediamo di riuscire farlo, questo benedetto stadio, ormai ci stiamo lavorando da un anno e adesso stiamo arrivando finalmente in porto. In settimana dovremmo vederci con l’assessore per le relazioni che dobbiamo presentare in Soprintendenza molto presto e capire se la stessa Soprintendenza è d’accordo con le scelte progettuali che abbiamo fatto e che sono abbastanza importanti”.

Quali sono le criticità che potrebbero sorgere?

“L’avvicinamento delle curve, lo stadio tutto coperto, compresa la Maratona. C’è il problema della visibilità della Torre, abbiamo fatto due-tre proposte e tra l’altro con l’ingegner Massimo Majowiecki abbiamo pensato a una copertura davanti alla Torre che potrebbe anche eventualmente aprirsi e chiudersi oppure a una copertura assolutamente trasparente davanti alla Torre o soluzioni simili a questa, nel rispetto della Torre di Maratona, che è un simbolo dello stadio. Un’altra delle scelte progettuali è pensare di riscoprire la vera cortina dello stadio, quella del 1922 che oggi è tenuta nascosta dalla struttura in ferro: almeno i due terzi dello stadio dovrebbe ritornare a vedersi nell’originale”.

Si può stimare in 2-3 anni il tempo necessario per il restyling del Dall’Ara?

“Dipende dove gioca il Bologna. Se restasse al Dall’Ara impiegheremmo circa un anno e mezzo in più ma tutto è possibile. Al Dall’Ara abbiamo un cantiere che non esiste perché gli spazi per il cantiere sono molto limitati mentre l’Udinese, visto che il nuovo stadio Friuli è stato recentemente inaugurato, da questo punto di vista aveva spazi illimitati. Complessivamente, quindi, se il Bologna restasse al Dall’Ara ci potrebbero volere 3 o 4 anni”.

La capienza della Curva Bulgarelli che percentuale avrà rispetto al totale dello stadio?

“Le capienze delle curve vanno, più o meno, dai 4.500 ai 5.500. Ribadisco, però, che è presto per fare questi discorsi. Quanti posti vengono dati agli ospiti, ad esempio, è un tema di cui ancora non abbiamo parlato con il Bologna: 2.000? 700? Se una curva ha 5.000 posti e ne do 2.000 ai tifosi ospiti, per quelli del Bologna ne rimangono 3.000 in curva San Luca, se ovviamente gli ospiti restano in quella curva, ma penso di sì. Molte cose non sono ancora state perfettamente stabilite. Noi abbiamo il problema finale: sapere cosa ne pensa la Soprintendenza e avere la firma definitiva di un certo signor Saputo che è quello che poi alla fine decide”.

A proposito di curva: i tifosi ne sognano una ad elevata pendenza senza divisioni in anelli, stile Borussia Dortmund. Cosa ne pensa?

“E’ esattamente quello che penso anche io e la proposta è proprio questa. Avvicinare le curve al campo, avere la prima fila a circa 7 metri, visto che dietro le porte ci devono essere 6,20 metri, in un unico anello, chiaramente”.

Lei in una parola, come definirebbe il suo concept?

“Io e la mia equipe abbiamo cercato di immedesimarci e capire a fondo. E’ molto più facile fare uno stadio nuovo che non intervenire su uno stadio così importante e di tradizione come il Dall’Ara. Credo che debba esserci il giusto equilibrio tra il rispetto dell’esistente, e per l’appunto cerchiamo di liberare la struttura in ferro e stiamo lavorando su tanti piccoli accorgimenti, facendo uno stadio in cui la visibilità sia perfetta, il confort di ultima generazione e in cui la sicurezza sia tenuta in giusta considerazione. In questa prima ipotesi lo stadio Dall’Ara si dovrebbe svuotare, in caso di problemi, in circa 5 minuti. Le vie di fuga verso un luogo sicuro, dal seggiolino più lontano non devono superare i 100 metri, visto che fanno 20 metri al minuto. Tutte queste cose devono essere compatibili con una struttura che c’è con il rispetto di quello che esiste e che vogliamo tenere in evidenza”.

Dal punto di vista architettonico quale prevede possa essere lo scoglio principale?

“La copertura, credo che la chiave possa essere quella. Se fossi il Soprintendente darei una medaglia al Bologna per dove giocava. Qualcuno avrà permesso di fare quella sovrastruttura in ferro che ha completamente coperto lo stadio nel ’22: noi cerchiamo di ritornare a quel tipo di struttura”.

In Curva Bulgarelli il tifo organizzato esiste come corpo unico. Questo tema è stato preso in considerazione? C’è la possibilità che il tifo sia spezzato tra le due curve?

“Siamo troppo indietro per sbilanciarsi su questi temi. Ancora c’è tanto da progettare, oggi abbiamo messo giù un’idea progettuale, ed è per l’appunto un’idea, non è neppure un progetto definitivo o preliminare. E’ un’idea progettuale che si avvicina a un progetto preliminare. Questi temi devono essere ancora approfonditi perché le priorità erano altre. Vedere se era possibile avvicinare le curve. Avvicinando le curve, che cosa succedeva degli spazi che venivano a crearsi tra la cortina attuale e le curve. Quali erano i percorsi che si dovevano fare dalla cortina attuale. Tantissimi sono stati questi temi: i percorsi, il riutilizzo degli spazi della Maratona, i comfort e i servizi che lo stadio deve avere”.

Nella Maratona sarà previsto un Museo del Bologna?

“Sicuramente è previsto un Museo del Bologna. Che sia in Maratona o in una delle curve, questo ancora non lo so”.

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