Amarcord: Milan-Bologna

Amarcord: Milan-Bologna

di Amos Segal

2008-La magia di Valiani

Scorrete le SCHEDE in ALTO per continuare la lettura

FrancescoValiani_1449352

Il 31 agosto 2008 accade quello che non t’aspetti: la squadra rossonera, rafforzata dall’arrivo del campione brasiliano Ronaldinho (impostosi nel Barcellona) e dal ritorno del grande cannoniere Andryi Shevchenko (“minestra riscaldata” in questo caso), dovrebbe essere la padrona assoluta del campionato nella prima giornata della massima serie. Il Bologna, invece, ha acquistato, tra gli altri, il regista Sergio Volpi (dalla Sampdoria), il mediano Gaby Mudingayi (dalla Lazio) e, soprattutto, colui che diventerà una bandiera ed un salvatore (in tutti i sensi) della piazza: l’attaccante Marco Di Vaio. Preso in prestito dal Genoa col quale aveva conquistato la promozione in A nell’annata 2006-2007 (segnando anche al Bologna in un 3-0 al “Ferraris”) e considerato da molti “finito”, Di Vaio partirà timbrando il cartellino contro il Vicenza in Coppa Italia (2-0, primo gol di testa da calcio d’angolo) per poi proseguire collezionando ben 24 centri in stagione (25 se si include, appunto, la marcatura in Coppa) e trascinando letteralmente i compagni di squadra verso la salvezza.

Gli uomini di Arrigoni, belli freschi di promozione in A, puniscono i padroni di casa con due gol da antologia: al 18′ del primo tempo dialogo a tre tra Adailton, Amoroso e Di Vaio il quale, raccolta la palla dal centrocampista pisano, la spedisce con un piatto sinistro nell’angolino alle spalle di Abbiati. Il Meazza di Milano è gelato! Al 42′ Ronaldinho, una sirena in mezzo alla tempesta affliggente la flotta rossonera, pesca Massimo Ambrosini in area di rigore che pareggia di testa.

Però è destino che debba essere il ritornato Bologna a prendersi l’alloro della vittoria e tre punti preziosissimi per il futuro: il centrocampista Francesco Valiani, a quasi dieci minuti dal novantesimo, indovina il tiro della vita, stoppando il pallone col petto, lasciando rimbalzare una volta la sfera di cuoio e spedendola nel “sette” con un fortissimo tiro di destro! E’ il 2-1 definitivo e, al triplice fischio finale dell’arbitro Daniele Orsato di Schio, si scatena il finimondo sulla panchina del Bologna, con un’esultanza da capogiro, degna di una festa-Scudetto, mentre nell’ambiente rossonero cala il silenzio più totale. Da ricordare, a livello di sportività in campo, il bellissimo saluto tra Adailton e Ronaldinho, i due “gauchos” (soprannome di chi proviene dal sud del Brasile) divisi dai colori, ma uniti dal loro grande paese. Ma, al di là  di questo, rimane il ricordo di un’impresa storica, che ha visto trionfare il concetto di “Davide e Golia”: il piccolo che batte il grande, il sacrificato predestinato da tutti che si ribella e sconfigge il guerriero meglio armato.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy