Alessandro Di Pietro: “Senza Toni, il Verona non c’è”

Alessandro Di Pietro: “Senza Toni, il Verona non c’è”

Il giornalista veronese Alessandro De Pietro ha fatto il punto della situazione sull’Hellas Verona. Deleterio l’infortunio di Toni

di Amos Segal

Il giornalista veronese Alessandro De Pietro è stato ospite di ‘Quasi Gol’ per analizzare la delicatissima sfida di sabato pomeriggio, Si parte con un ricordo, la vittoria dell’ottobre 2013: “In quell’1-4 c’erano Toni e Jorginho, oggi il Verona è pieno di stampelle e privo di Toni, che vale quanto un Ibrahimovic per le squadre in cui ha vinto i campionati. Senza Toni, il Verona non c’è”.

Anche il sostituto Pazzini è in difficoltà: “Si porta dietro anni di scarso utilizzo ed un infortunio, sembrava destinato a far coppia d’attacco con Toni, adesso è il dopo Toni. Pazzini non è mai stato compagno di Toni”.

Su Sean Sogliano, prima via da Verona e ora da Carpi: “Ha sconquassato la squadra emiliana, è abituato a fare da sé, le sue operazioni erano avvallate dalla società. Sogliano a Verona ha raggiunto i suoi obiettivi, non ama i compromessi, ha portato Toni, Iturbe e Romulo”.

Su Maurizio Setti, ex vicepresidente del Bologna: “Ci sono state voci di finanziamenti di Volpi, Setti è sensibile a questa storia. In vista di sabato ha portato la squadra a cena, è compatta, ma ci sono comunque i senatori per i quali Mandorlini è intoccabile. L’esonero di Mandorlini, costerebbe caro, con il Bologna si gioca tutto”.

Su eventuali scelte al posto di Mandorlini in panchina afferma: “Guidolin è stato sondato a gennaio, ma nulla più. Sannino potrebbe essere un sostituto con Sogliano, mentre Guidolin sarebbe stato più complicato”.

La probabile formazione dell’Hellas Verona sabato pomeriggio: “Pazzini, Gomez, SIligardi non giocherà, Sala, Halfredsson, Helander, Moras e Pisano sì”.

Sul fatto che la partita sia un vero e proprio spareggio: “Fino a un certo punto, pian piano gli infortunati torneranno, il Verona non ha ancora vinto una partita e, al di là delle statistiche, non è mai stata una piazza facile”.

Sulla presunta rivalità cittadina tra Hellas e Chievo: “Il Chievo ha 14 presenze su 15 negli ultimi anni, mai sentiti sfottò, a parte il ritorno dell’Hellas dopo 11 anni di serie B e i 17 punti di divario, lì partì una stilettata. Il Chievo è una nicchia, l’Hellas la squadra della città”.

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