Al Dall’Ara clima di pace

Al Dall’Ara clima di pace

clima di pace al DallìAra

A Bologna, sembra essere tornata la normalità e gli spettatori, ieri sera,  in circa 22.000 sembrano essersi riappropriati della loro vita. Al Dall’Ara l’atmosfera è sempre vigile e ostinatamente serena, ma  prima del fischio d’inizio arriva la notizia che lo stadio di Hannover è stato evacuato per un allarme bomba; si sarebbe dovuta giocare Germania – Olanda. La stretta alle misure di sicurezza era stata decisa dal prefetto Ennio Mario Sodano in una riunione che si era tenuta la mattina successiva agli attentati di Parigi: c’erano centocinquanta agenti a presidiare il dall’Ara, fin dal pomeriggio e blindato il giusto lo stadio di Bologna. I controlli sono più accurati del solito, ma ci si sbriga in fretta. Gli agenti di polizia sono anche all’interno dell’impianto, chiedendo agli spettatori di aprire gli zainetti, ma tutto si svolge senza problemi. Gli steward sono circa duecento, siamo nella media per le partite interne del Bologna. Il pullman della nazionale era arrivato un’ora e mezza prima della partita, con un dispositivo di sicurezza più numeroso del solito.

All’ingresso in campo El Shaarawy e Florenzi, gli ultimi della fila azzurra, tengono i lembi della bandiera francese, che verrà poi mostrata al pubblico da Buffon. Si gioca con il lutto al braccio e una maglia speciale in memoria delle cinquantasei vittime del rogo del Colectiv Club.

Gli italiani urlano l’inno più forte del solito per dimostrare che l’Italia non molla e non ha paura per tutto il terrore sparso  in questi giorni: normalità batte paura, questa è la sentenza del Dall’Ara. La Marsigliese viene accompagnata dal battito di mani degli spettatori, poi un minuto di raccoglimento, il silenzio cala sul Dall’Ara come un’urgenza, ognuno riempie dei propri pensieri l’omaggio alle vittime di Parigi.

Al fischio d’inizio la partita assume i contorni di una banale partita di calcio, con i cori, le bandiere che sventolano, gli striscioni nelle due curve, persino i fischi che partano all’annuncio delle formazioni, con la curva di San Luca che si riempie di tifosi della Romania, fieri di far parte di una comunità che a Bologna ha numeri da record in Italia: sono 23.000 i romeni residenti in città. Un primo tempo un po’ contratto, forse per  tutto il contorno, ma nella ripresa gli animi iniziano ad infervorarsi, ingiuriando contro l’arbitro per un fuorigioco di El Shaarawy ma anche esultando  per i gol, che nonostante il 2 – 2 finale portano gli spettatori ad applaudire le mani alle rispettive squadre.

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