Signori: “Non sono il ‘capo dei capi’, ma ora non scommetto più”

Signori: “Non sono il ‘capo dei capi’, ma ora non scommetto più”

Dopo circa quattro anni, l’ex capitano del Bologna Beppe Signori è tornato a parlare, la vicenda Calcioscommesse ha scosso la sua esistenza, e chiuso la sua carriera nel mondo del calcio. Signori è stato ospite degli studi di Sportitalia nel corso della trasmissione Calcio e Mercato assieme al suo avvocato Paco D’Onofrio. C’è molta amarezza nelle parole di Beppegol: “In questi anni in tanti mi hanno abbandonato, fortunatamente gli amici veri sono rimasti, pochi ma buoni. Ho aspettato di essere più sereno per parlare dopo quattro anni, ho ricominciato a vivere e ora si vedrà. Tutta questa vicenda mi ha reso più maturo”. Nessuna intercettazione di Beppe Signori agli atti, solo indagati che fanno il suo nome, ma per la Procura lui è il ‘capo dei capi’: “Come faccio ad esserlo senza la presenza di una mia telefonata? C’è solo gente che dice ‘cerchiamo di convincere Beppe’, ma se ero da convincere come facevo ad essere il capo? Se poi avessi provato a combinare le partite qualcuno lo avrebbe già detto”. Il suo grande rimpianto è aver partecipato a quell’incontro con i suoi commercialisti: “Se tornassi indietro non lo rifarei, ma partecipare ad un incontro non significa aver commesso cose illecite. Fui ingenuo a non denunciare tutto a chi di dovere”. Il suo futuro calcistico è compromesso per via della radiazione: “Avevo il patentino Uefa A, avrei voluto allenare i ragazzini. Alla Ternana ho fatto il consulente di mercato, è l’unica cosa che posso fare. Se sarò giudicato colpevole al processo penale sarà giusto pagare, altrimenti qualcuno dovrà pagare me. Sono stato uno scommettitore, ma tra scommettere e comprare le partite ce ne passa. Oggi non scommetto più”.

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