Crisi Bologna. Di chi sono le responsabilità?

Crisi Bologna. Di chi sono le responsabilità?

Tre punti in sette partite, la peggior partenza in campionato della storia del Bologna, che va a pareggiare quella di Stefano Pioli nella stagione 2013-14, conclusa come sappiamo con la retrocessione. Delio Rossi ha ancora un paio di partite per salvare la panchina: la sfida interna con il Palermo (non in buon momento neanche i rosanero) e quella esterna con il Carpi. Sei sconfitte in sette partite sarebbero già sufficienti normalmente per liquidare l’allenatore, ma a Bologna sono consapevoli che le colpe non sono soltanto sue ma vanno ricercate anche più in alto. C’è Corvino. Le colpe del DS, secondo il Carlino, spaziano dall’aver allestito una squadra troppo giovane, sino alle tempestiche con cui la squadra è stata consegnata a Delio Rossi. Tirando le prime somme, dei nuovi acquisti per ora hanno avuto un buon impatto soltanto Diawara, Mirante e Mounier. Alcuni stanno faticando parecchio, altri non hanno potuto ancora dimostrare il proprio valore causa infortunio. Tuttavia per un giudizio completamente negativo è ancora presto. Non solo Corvino però, anche l’AD Fenucci e Saputo meritano una piccola osservazione: il presidente ha dato alla società una stabilità economica non indifferente, tuttavia è evidente che qualcosa è stato sbagliato anche da parte sua se ci si ritrova all’ultimo posto dopo aver speso 70 milioni. In particolare la presenza di troppi ruoli all’interno della dirigenza fa sì che sia difficile un’unanimità decisionale, ad esempio per quanto riguarda il futuro di Delio Rossi. E c’è il rischio di rimandare l’inevitabile, come successe lo scorso anno in serie B, quando l’esonero di Lopez fu rimandato per tre mesi.

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