Finito l’ottimismo, si pensi al mercato

Finito l’ottimismo, si pensi al mercato

Un paio di mesi fa il Bologna sembrava una squadra praticamente spacciata. Poche idee e scarse risorse tecniche sembravano spingere inesorabilmente i rossoblu verso una maledetta retrocessione che in tanti temevano già durante l’ultima estate di grandi saldi conclusa con la cessione di Ramirez. Poi è successo che il timoniere Stefano Pioli ha trovato la corrente giusta e le vele hanno ricominciato a gonfiarsi di una brezza favorevole che però troppo presto è stata scambiata per vento. Il Bologna infatti ha guadagnato qualche punto importante e inatteso ma è rimasto sempre in una posizione di classifica decisamente delicata e i risultati positivi delle scorse settimane non devono nascondere la necessità impellente di intervenire sul mercato. Stiamo infatti parlando di una squadra che ha collezionato ben undici sconfitte su diciannove giornate e, pur ammettendo anche alcune colpe di Pioli, non si può negare che la rosa assemblata durante la scorsa estate sia inadeguata. Il buco lasciato in porta da Gillet non è stato colmato, il centrocampo necessita di alternative concrete agli evanescenti Pazienza e Guarente (oltre che un Perez in scadenza e un Taider in crisi involutiva), in attacco bisogna ragionare attentamente sugli investimenti fatti e da fare trovando un partner adeguato a Gilardino. Servirebbero poi anche investimenti su entrambe le fasce per dare a Pioli giocatori in grado di confezionare qualche buon cross dal fondo, ma sarebbe già abbastanza colmare le lacune precedenti. Da Casteldebole invece purtroppo in questi giorni (soprattutto dopo le sbornie napoletane) sono arrivati sorrisi rassicurati che non lasciano tranquilli anche in vista di un mese in cui i valori tecnici di alcune squadre apparse in difficoltà nel girone di andata potrebbero essere modificati dal mercato. Per una volta è indispensabile seguire le linee guida dettate da Pioli che sin dal suo arrivo sotto le Due Torri sapeva di non poter chiedere eccessivi sforzi alla sua dirigenza ma sperava almeno di poter essere accontentato nelle richieste specifiche. Le cose però non sono andate esattamente così se pensiamo che un anno fa egli aveva scritto nella letterina di Natale ad esempio i nomi di Mantovani, Fernandes e Kozak. Come se non bastasse Pioli si è trovato ad allenare una rosa sterminata gestendo non solo giocatori in esubero ma anche alcune scelte tecniche da lui non approvate. La dedizione e la professionalità del tecnico meritano ora un premio che gli consenta di continuare a lavorare con serenità: non far finta che vada tutto bene e operare sul mercato in modo razionale seguendo con fiducia le sue indicazioni. Non sembra una pretesa eccessiva.

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