Bologna: il mercato deve essere anche in uscita

Bologna: il mercato deve essere anche in uscita

Mentre i tifosi di tante squadre di calcio ammirano o almeno sognano acquisti importanti per volare in classifica, noi bolognesi a più di una settimana dall’inizio ufficiale della finestra invernale di calciomercato stiamo ancora a guardare. Sappiamo però anche che una  delle necessità primarie per il Bologna di oggi non è l’acquisto di  nuovi calciatori, ma piuttosto lo sfoltimento di una rosa sterminata che conta ben 31 effettivi al pari di Lazio e Pescara. Solo Inter (35),  Milan e Siena (entrambe 32) hanno più atleti a libro paga. Eliminate le  tre squadre di livello superiore, il paragone diventa poi impietoso se si esamina il valore di mercato della rosa felsinea che supera i 57  milioni di euro mentre invece quella del Pescara non arriva neanche a  40 e quella del Siena supera appena i 31. Sfoltire la rosa non significa quindi solo rendere più semplice il lavoro settimanale a  Pioli, ma vuol dire anche eliminare uscite di cassa che pesano come macigni sul destino del Bologna, caso raro di squadra che quest’anno ha  addirittura aumentato la spesa per gli stipendi. Per il momento l’unico  movimento in uscita è stato quello di Andrea Pisanu, passato in  prestito al Montreal Impact per un anno ma forte di un contratto con il  Bologna fino al 2015. I rossoblu parteciperanno in parte al pagamento  del suo stipendio, ma intanto vedranno ridursi la spesa che sarebbe di  370mila euro e almeno non vedranno svalutarsi ulteriormente parte del  proprio patrimonio. In rosa ci sono però anche parecchi altri  calciatori che non trovano mai spazio e che in questa sessione di  mercato è assolutamente necessario mandare a giocare altrove accettando  magari la medesima formula. Si tratta di Federico Rodriguez, Henry  Damian Gimenez, Nico Pulzetti e Daniele Paponi: ragazzi che da soli  costano al Bologna circa 1,5 milioni di euro annui di ingaggio. A loro vanno aggiunti gli investimenti fatti dall’attuale dirigenza la scorsa  estate e che finora sono stati poco utilizzati o decisamente deludenti  come Michele Pazienza, Marco Motta, Roger de Carvalho, Tiberio  Guarente, Mathias Abero, Cristian Pasquato, Gianluca Curci e Marti  Riverola: in questo caso la spesa supera i 4 milioni. Ammettiamo che  Natali è stato sfortunato e che Guarente sta avendo un discreto  minutaggio, ma il Bologna che in estate deve vendere Ramirez per  pareggiare il bilancio può veramente pensare di sprecare più di 5.5  milioni di euro all’anno per giocatori che non utilizza? La  domanda è retorica ma la soluzione a questo problema rientra nei  compiti specifici del direttore generale Roberto Zanzi che in tre  sessioni di mercato non è mai riuscito nell’impresa di collocare presso altre squadre gli atleti in esubero. Fare mercato però vuol dire anche saper vendere.

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