Vorrei ma non posso

Vorrei ma non posso

Arriva l’estate, tempo di acquisti, false illusioni e palpitazioni di mercato.

“E ancora un altro mercato arriverà, e compreremo un altro acquisto all’Ata Hotel, poi un tuffo nella realtà nazional-provinciale, la voglia di tifare tanto non ci passerà”. Mi perdoneranno Fedez e Jay-Ax, mi perdoneranno i tifosi per questa parodia di mezza estate, perché questo non è solo il periodo del sole, del mare, del profumo di vacanza, ma anche quello dei sogni di mercato.

I media inondano le proprie pagine di nomi, trattative, obiettivi, rumors di mercato, i tifosi assistono impotenti consapevoli che tutto è nelle mani dei dirigenti e dei proprietari. I primi imbastiscono le trattative, i secondi ci mettono i soldi. Questo, in sintesi, è anche il periodo dei vorrei ma non posso, dei sogni irrealizzabili, delle speranze che rischiano di infrangersi contro il muro. La fantasia galoppa, tra un cavallo di ritorno, un giovane promettente e un grande investimento, si ridisegna nella propria mente la formazione ideale, infarcita di colpi di mercato che solo qualche tempo fa si potevano ammirare altrove.

Vorrei ma non posso sintetizzerebbe probabilmente alla perfezione anche lo stato d’animo di Manolo Gabbiadini. Uno di quei nomi che stuzzica l’appetito calcistico del tifo rossoblù. Il ragazzo cresciuto nell’Atalanta verrebbe di corsa a Bologna, ma l’ostacolo economico rappresentato dal costo del suo cartellino inibisce sogni e speranze. De Laurentiis chiede 20-25 milioni di euro, e sarebbe ingiusto aizzare false illusioni nei confronti di chi palpita per il Bologna. Al momento le possibilità di riprende Manolo sono minime, non è detto che le cose possano cambiare ma è preferibile mantenere i piedi ben ancorati a terra. Saranno emozioni fino ad agosto inoltrato, perché con Saputo al timone in tanti vorranno venire qui, l’importante è fare una scrematura tra chi è appettibile e accessibile da chi rappresenta solo fumo negli occhi. E’ il calciomercato amici, il tempo dei vorrei, dei sì, dei no, dei pensatoi, delle scommesse e delle speranze. Fino a che una palla non inizierà a rotolare, e sarà di nuovo Dall’Ara, fumogeni, cori, profumo di erba e di calcio.

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