Virtù e Fortitudine di Bologna

Virtù e Fortitudine di Bologna

Si conclude nel migliore dei modi l’annata sportiva bolognese. Soprattutto, una parte della città è riuscita a festeggiare due promozioni nel giro di cinque giorni. Semplicemente fantastico. Da virtussino, non l’ho mai nascosto, sono contento che la Effe sia risalita tra i professionisti, che il derby si sia riavvicinato e che Basket City piano piano stia tornando. Serve la virtù, ma anche la fortitudine. I fasti di fine anni novanta con tre squadre a giocarsi finali europee in giro per il vecchio continente sono lontani, ma considerando dove lo sport bolognese era precipitato, questo 2015 potrebbe davvero sancire l’inizio della rinascita. Tutte e tre le società hanno attraversato turbolenze finanziarie importanti, alcune sono fallite e altre ci sono andate molto vicino, insomma: abbiamo toccato il punto più basso. Ora, dopo anni duri, difficili e che hanno allontanato i tifosi dai colori che amano, si percepisce un barlume intenso di speranza in fondo al tunnel, la sensazione che il futuro possa essere luminoso, tangibile, con una prospettiva che non sia solo una effimera sopravvivenza societaria. La Virtus, con una penalizzazione e un budget risicatissimo, è riuscita ad arrivare ai playoff, un risultato di certo in tono minore se pensiamo ai grandi trionfi di quindici anni fa, ma ottimo se rapportato alla situazione contingente. E pazienza se qualcuno continuerà ad attaccare la gestione Villalta per i soliti protagonismi mattutini o per amicizie personali. Ovvio, questa qualificazione ai playoff deve essere un punto di partenza, il primo step verso un miglioramento costante che porti le Vunere almeno a giocarsela con chi in questa stagione ha fatto meglio di lei, non significa puntare allo scudetto (impossibile se non arriverà un paperone) ma quantomeno tentare almeno di passare un turno ai playoff e fare bella figura in Coppa Italia. 

 

Fortitudo. Tornata in Legadue, stavolta per davvero e non come cinque anni fa in cui la situazione Sacrati la rigettò nei pozzi senza fondo della mediocrità. La società guidata da Mota ha dato un chiaro segnale di programmazione con l’ingaggio di Matteo Boniciolli, forse il vero grande artefice di questa promozione. L’ex Virtus, non solo per le sue capacità di coach, prima di tutto è riuscito a ricreare quell’ambiente Fortitudo da sempre punto di forza dei successi biancoblù, finalmente il senso di appartenenza ha potuto rifiorire nel migliore dei modi grazie ad una ritrovata stabilità finanziaria e ora il clima attorno alla squadra è di quelli belli, quello spettacolo a cui tutti siamo abituati e di cui è un piacere pagare il biglietto. L’arrivo di Boniciolli testimonia la volontà di riportare in massima serie la Fortitudo nel più breve tempo possibile, perché i segnali di rinascita sono chiari e, a volte, testimoniati dai personaggi ingaggiati. Sta ritornando anche il clima di sfottò, quel duello eterno tra virtù e fortitudine che ci accarezza e che ridà vita alle nostre giornate da tifosi. Parliamoci chiaro, il vero derby stracittadino in Italia è quello bolognese, il più seguito, il più appassionato e il più vero. Lo sanno anche nei palazzi che contano e se magari non torneranno più i derby per lo scudetto, l’atmosfera di una partita di questo genere ridarebbe linfa ad un decadente basket italiano. Se si è riempito il Pala Dozza per un derby Under 20, pensate cosa può accadere con le prime squadre. Ecco, sotto questo punto di vista, consiglierei ad entrambe le dirigenze di valutare la possibilità di giocare un derby amichevole durante la prossima pre season, magari un doppio confronto su tutti e due i parquet, per testimoniare per davvero (e a tutta Italia) che il derby sta tornando.

 

Infine il Bologna. La Serie A è tornata e con essa il prestigio di questa città caduta lentamente in declino. Fortunatamente le cose stanno migliorando e per fare ciò è servito un cambio di proprietà e investimenti importanti. Ora Bologna ha due squadre professionistiche in massima serie ed una che ci metterà poco a tornare. Bene, benissimo, ma non dobbiamo farci ingannare dalla tempistica. Saputo è stato chiaro: un passo alla volta. Il primo, che piaccia o no, è il consolidamento in Serie A. Dobbiamo prenderci un periodo di medio termine per creare le basi che portino questo glorioso club ad attaccare l’Europa tra qualche anno. Portate pazienza ma arrivare quarti o quinti il prossimo anno è impossibile, non perché Saputo non abbia i denari ma semplicemente perché non possiamo pretendere ne metta sul piatto una valanga fin da subito. Ricordiamoci che ci sono tanti progetti da finanziare, non solo la costruzione della rosa. C’è il Dall’Ara, una riqualificazione che dragherà molte risorse e che in futuro sarà il fulcro delle nostre entrate potendo finalmente non dipendere solo ed esclusivamente dai diritti tv. Ci divertiremo, il prossimo anno, ottenendo una salvezza tranquilla e qualche scalpo eccellente, poi dal 2016/2017…finite voi la frase. Per la prossima stagione, visto che comunque Corvino allestirà una squadra competitiva, vorrei che il Bologna non snobbasse la Coppa Italia, basta eliminazioni al primo turno con squadre di Lega Pro o con formazioni di B. Si cerchi di andare avanti il più possibile, sai mai che non si riesca ad arrivare fino in fondo. Come prima apparizione tra i grandi sarebbe un grandissimo risultato. E’ finita una settimana magica e finalmente possiamo pensare di annunciare a tutti che: Bologna è tornata!

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