Un’altra prova del nove, ma stavolta con Saputo

Un’altra prova del nove, ma stavolta con Saputo

Dopo la vittoria di Modena il mister è chiamato a dare continuità ai risultati, ma di fronte c’è l’Inter seconda in classifica.

Non è finita al Braglia di Modena la prova di sopravvivenza di Delio Rossi. Ne arriva un’altra, tre giorni dopo. Stavolta di fronte non una neopromossa ma la seconda della classe che da quattro turni non vince. Le premesse non sono buone. Inoltre, al Dall’Ara si accomoderà il chairman Saputo, reduce dalla visione di due perle del gioiello Drogba in quel di Montreal. Ma Saputo è qui non solo per vedere la squadra di cui è proprietario. Il canadese deve dettare la linea, fornire le chiare strategie del futuro dopo quello che sarà il risultato sancito dal campo questa sera. L’importante è che già da ora la società abbia le idee chiare sul da farsi, sia che si tratti di continuare con Rossi sia nel caso in cui si dovrà far ricorso all’esonero.

Procediamo per gradi. Il Bologna è stato impresentabile fino a che Lollo non ha deciso di agevolare le cose ai rossoblù, perché a uomini pari i felsinei avevano prodotto l’ennesimo gol preso da polli. Certo, c’era fallo di Gabriel Silva e fuorigioco di Letizia, ma un pizzico di cattiveria in area di rigore servirebbe. In attacco? Nulla cosmico. Le premesse per cacciare Rossi ormai erano palesi. Poi la ripresa, il gol di Gastaldello che lasciava presagire ad un assedio con ritmo asfissiante, invece i rossoblù hanno poi ripreso a passarsi il pallone sterilmente e le uniche occasioni da rete sono arrivate da calci da fermo. La partita si stava avviando al pari e con una prestazione di questo tipo difficilmente Rossi avrebbe evitato la fatal decisione. Invece Masina si è prodigato a salvare le chiappe al mister con un inserimento al minuto 93 che nessuno si aspettava, anche perché il ragazzo di ruolo fa il terzino e non la punta. Tecnico salvo, si può guardare all’Inter.

In realtà il primo tempo di sabato non ha di certo messo in mostra una squadra propensa a fare di tutto per evitare il baratro, anzi, la sensazione era opposta. Paura di perdere, certo, ma non giustifica in toto il poco visto. Credo che la situazione non sia così complicata da interpretare: se il Bologna sabato ha giocato per l’allenatore lo dimostrerà anche stasera, se invece lo ha fatto per il sostegno dello splendido tifo presente al Braglia avremo già chiaro il finale contro i nerazzurri, con tutte le conseguenze del caso. Perché per Rossi il momento più delicato è questo, gli basta – forse – una sconfitta per saltare e di fronte c’è una big del campionato. Una partita in cui nessuno potrà imputare più di tanto ai giocatori in caso di ulteriore capitombolo. Invece domenica arriva l’Atalanta, un match non semplice ma abbordabile e forse non così male per un eventuale allenatore subentrante o per prendere una decisione netta sul futuro della guida tecnica del Bologna. La tensione per Rossi non è affatto finita, riprende stasera dopo tre giorni di tregua e forse sarà più difficile uscirne indenni. Come ribadito pre-Modena, non baratto punti per un esonero. Ecco perché il grido è ancora uno solo: forza Bologna!

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