Una vita da cinema, con tanto di sceneggiatura thriller (e vale anche per Montaquila)

Una vita da cinema, con tanto di sceneggiatura thriller (e vale anche per Montaquila)

Massimo Ferrero, alias ‘viperetta’, su twitter si fa chiamare ‘@unavitadacinema’. Bè, vedendo come sta gestendo la Sampdoria direi che la sceneggiatura l’ha scritta proprio bene. E’ andato avanti un anno con i soldi di Garrone, l’ex patron gli ha venduto la società a zero euro e l’imprenditore cinematografico ha deciso che tre milioni di euro versati nelle casse della società potevan bastare. Ah, ovviamente in prestito. Diciamo che gestire una società con i soldi di altri è abbastanza facile, così come ripianare i debiti grazie ai versamenti di Garrone. Si parla di 24.6 milioni di perdita. Poi c’è la cessione delle quote a Ferrero, avvenuta gratis e con i Garrone che mettono nelle mani del viperetta 36.5 milioni di euro in conto capitale. Finiti i magheggi? No, perché secondo il report di Marco Iaria su Gazzetta, Ferrero potrebbe sfruttare una clausola per rivalersi su Garrone, che da buon petroliere rischia di essere chiamato nuovamente a riempire il serbatoio. Non dimentichiamoci poi delle scatole cinesi costruite per controllare addirittura le controllanti. Insomma, se ci mettiamo dentro anche il rischio della mancata licenza Uefa, la possibilità che la Samp stia inseguendo a grande velocità il Parma c’è tutta. Il piano di risanamento del club parla chiaro: servono cessioni, plusvalenze e abbattimento del monte ingaggi. Con questi presupposti, francamente, mi stupisco come Ferrero possa mettere sul piatto 7 milioni per Defrel, a meno che Corvino non decida di pagarne 6 per il riscatto di Sansone e Krsticic e 3 per Okaka, o Garrone di finanziare l’operazione. Ovviamente succederà, qui oracoli non ce ne sono, da Genova danno l’affare per fatto, ma consiglierei al giocatore di pensarci bene prima di muoversi in direzione Samp, così come sarebbe il caso che il suo agente amiccasse di meno verso ogni squadra che gli viene citata in intervista.

 

Ci aspettiamo dunque tante cessioni dalla Samp (Rizzo dovrebbe venire da noi), la liberazione di tanti ingaggi pesanti (Eto’o il primo) ed una stagione basata sulle ristrettezze economiche in cui sarà necessario risparmiare tutto il risparmiabile. Ora, se consideriamo che i blucerchiati affronteranno pure le coppe europee, se fossi un tifoso doriamo inizierei a drizzare le antenne e a vivere sull’attenti, perché se anche le banche guardano con sospetto alla gestione ‘cinematografica’ della Samp, significa che di trasparente c’è poco. Ci sarebbe anche da valutare l’aspetto fideiussorio, perché la precedente proprietà si era impegnata per circa 21 milioni di euro, una responsabilità che, in teoria, avrebbe dovuto prendersi Ferrero dopo l’acquisto. Non credo, alla luce delle notizie emerse, che succederà…

 

Sulla stessa scia, meno mediatica ma comunque importante – e che può riguardare di riflesso il Bologna – è fallito il Monza Calcio. ‘Cosa c’entra?’, direte voi. Niente, semplicemente che la società brianzola era stata acquistata nientemeno che dal duo Montaquila-Di Stanislao, accompagnati dal fido commercialista Bruni. Sì, esatto, quelli della G Diamonds di cui ancora si cerca la quotazione in borsa. Pagati un paio di creditori, ma nessun stipendio ai calciatori e nessun saldo ai fornitori, Montaquila e Di Stanislao si sono presentati come i salvatori della patria ma in realtà stavano guidando il Monza verso il baratro. 5 aste deserte e il fallimento decretato ieri, nel giorno del santo patrono cittadino. Ripensando alla calda estate di un anno fa, probabilmente se Guaraldi avesse dato corda a questa fantomatica proposta made in Austria (o Roma, non si è mai capito) il giorno di San Petronio saremmo falliti anche noi. Tanti errori per il nostro vecchio presidente, ma almeno non quello di cedere al primo che passava da queste parti. E così, tra un Manenti, un Ferrero e un Montaquila, siamo riusciti miracolosamente a pescare il Saputo dal mazzo. Che fortuna! Stavolta la sceneggiatura a lieto fine è stata proposta a noi, dopo anni di delusioni siamo ancora vivi e tornati più in forma che mai. Gli altri? O sono falliti o rischiano di farlo a breve. Ripensando a quanto vicino al burrone abbiamo camminato, mi vengono i brividi. Sarà per questo che stanotte ho sognato Manenti presidente del Bologna? Boh, meglio che mi faccia curare da uno bravo.

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