Una ‘Pipita’ d’oro da trovare e disinnescare, ma l’Inter ha scoperto un Napoli vulnerabile

Una ‘Pipita’ d’oro da trovare e disinnescare, ma l’Inter ha scoperto un Napoli vulnerabile

Higuain inarrestabile, per marcarlo servirebbe fare una cosa sola: bloccare i rifornimenti. Su tutto il resto, occhio alle statistiche e alla condizione fisica

Ci aggrappiamo ad una sola speranza, a quei venti ultimi minuti di Napoli-Inter in cui i nerazzurri, seppur ridotti in dieci, asserragliavano l’area avversaria manco fossero al cospetto di Fort Knox. Due pali, uno di questi con manina galeotta e decisiva di Reina, Napoli alle corde sugli esterni, uno dei punti di forza, Inter coriacea, grintosa, di cuore e ritmi alti. Che bella partita! I partenopei si salvano con un po’ di fortuna, finendo però sulle gambe perché tutto quel pressing alla fine un po’ lo paghi. Il problema è che quando accelerano, soprattutto nel primo tempo, sono inarrestabili. Poi c’è la pepita d’oro Higuain, che tanti guai crea alle difese avversarie. E’ lui l’unico vero top player del campionato italiano, uno che segna in quella maniera, d’istinto il primo sentendo la porta alle sue spalle, di potenza e precisione il secondo, non può che essere un fenomeno. Noi come lo fermiamo? Bella domanda, una gabbia Gasta-Marios? Lo rinchiudiamo nello sgabuzzino e buttiamo via la chiave? Difficile a dirsi, perché da un lato il Bologna può esprimersi bene contro una squadra che attacca, ma dall’altro non si può pensare solo ad una tattica simil Torino basata sulla difesa e sul contropiede. Dovremmo prenderli alti in qualche circostanza, evitare che giochino con quel fraseggio che a volte pare una evoluzione del tiki taka: due passaggi veloci e via in verticale verso la porta. A maggior ragione, è assolutamente necessario bloccare i rifornimenti a Higuain piuttosto che Higuain stesso.

L’unica cosa di cui possiamo essere certi, è la determinazione e l’attenzione che i rossoblù dovranno mettere sul campo, sperando che il calo del Napoli visto lunedì sia figlio dell’arrivo del primo momento di down fisico dopo un avvio di stagione giocato a ritmi impressionanti. Nessuno è infallibile e per tutte le squadre, all’interno di una stagione, arriva il momento in cui fisicamente si paga e si rifiata. Aggiungiamo a tutto questo il fatto che il Napoli ha giocato lunedì sera, due giorni dopo il Bologna. Insomma, nella ripresa potrebbero concedere qualcosa a patto che i rossoblù riescano a rimanere in partita in avvio. Se, per caso, Higuain dovesse segnare come lunedì sera dopo i primi vagiti di partita per il Bologna si metterebbe male, anche perché non ha la forza mentale e la solidità dell’Inter di Mancini capace di reagire sotto di due reti e in inferiorità numerica. Sulla carta sembra una partita chiusa, ma per i partenopei, proprio nel momento in cui la scalata alla vetta è terminata, potrebbe arrivare quel rilassamento inconscio che fa la differenza tra una squadra già pronta e matura per vincere lo scudetto da una forse ancora acerba.

Ad ogni modo, non si può pensare che il Napoli sia solo Higuain come non si può pensare che Sarri non cerchi di cavalcare l’onda del primo posto per dare nuova linfa ai suoi. Non solo, perché gli azzurri hanno blindato la difesa e Reina, prima di lunedì, non aveva raccolto la palla nella sua rete per cinque partite consecutive. Che peccato che la statistica sia stata rovinata da Lijaic, senza quel gol i rossoblù avrebbero avuto un appiglio in più sotto il profilo delle probabilità. Non è comunque detto, perché rotto un incantesimo la magia non è scontato riprenda il suo percorso, anzi, una volta interrotta la striscia può pure capitare che ne inizi un’altra contraria. Anche perché è difficile pensare che il Bologna possa fare punti domenica senza segnare, non ce l’ha fatta contro il Torino, a maggior ragione è lecito pensare non possa accadere contro la capolista. Se proprio vogliamo guardare il lato statistico, possiamo constatare che il Napoli non perde dalla prima giornata di campionato (22 agosto, sempre in Emilia contro il Sassuolo) e che le maggiori difficoltà in queste prime 14 giornate le ha incontrate sempre in trasferta. Scontato, si potrebbe dire, ma non se si vanno a vedere i match e il fatto che la banda Sarri è sempre andata in difficoltà con le piccole. 2-2 ad Empoli, 0-0 a Carpi, 0-0 a Genova e ‘solo’ 0-1 a Verona a contro il Chievo. A Milano contro i rossoneri invece è arrivato un roboante 0-4. In sintesi, il Bologna dovrà concedere pochi spazi, tagliare i rifornimenti alle punte e cercare il più possibile di pungere in avanti. Serviranno ritmi alti e intensi, cercare di mettere in difficoltà dal punto di vista fisico gli avversari, perché per sorreggere il proprio stile di gioco il Napoli ha bisogno di sfruttare la sua condizione atletica. Se messa in crisi, come lunedì sera, il discorso cambia, perché salta qualche marcatura, salta il pressing organizzato e la struttura totale può essere incrinata. Da una piccola crepa può nascere una rottura, da cui insinuarsi per sabotare il diabolico gioco di Sarri. E poi sì, evitiamo che Higuain tocchi il palla, una pepita d’oro da trovare e rinchiudere in cassaforte.

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