Una missione: battere la Samp. Weisz: mancanza di unità anche nel giorno del suo ricordo

Una missione: battere la Samp. Weisz: mancanza di unità anche nel giorno del suo ricordo

Battere la Samp per la definitiva consacrazione (e su Montella…). Capitolo Weisz: perché no una curva in suo onore?

E’ arrivato il momento di approdare nella parte sinistra della classifica. E’ il momento di tornare a vincere in casa. Dopo Empoli, Chievo e Lazio, nuova prova di maturità per un Bologna che ora può davvero sorridere. Vi spiego il perché. Non sentite anche voi un cambiamento della percezione attorno ai rossoblù? Non percepite anche voi il fatto che se il Bologna gioca da Bologna può non temere nessuno, se non forse le prime due della classe? I rossoblù hanno raggiunto un buon livello di maturazione, solidità e qualità di gioco. Esprimono valori superiori a tutte le squadre presenti nella parte destra della classifica, sfruttano un ambiente sano dentro e fuori lo spogliatoio, hanno un progetto di crescita sul medio-lungo termine che le altre non stanno imbastendo, è giunta chiarezza di a livello dirigenziale e tecnico. In sintesi: una strada è stata creata e viene percorsa. Il mondo si è capovolto, anni fa ammiravamo le altre realtà esprimere idee, progetti e buon calcio. Adesso tocca a noi, gli altri soffrono.

Arriva dunque la Samp, la quale – con le dovute proporzioni – ricorda un po’ l’ultimo Bologna di Guaraldi. Ferrero tira avanti con i soldi di Garrone, Volpi pare essersi defilato e Montella probabilmente ha sfruttato questa occasione per liberarsi da una fastidiosa clausola che lo legava alla Fiorentina. Da giugno l’aeroplanino può accasarsi in una big, qui forse capiamo il motivo di una scelta all’apparenza incomprensibile: quella di ritornare a Genova. Era necessario liberarsi di una clausola onerosa, perché la Fiorentina non l’avrebbe di certo scontata per una big del campionato mentre invece per la Doria è stato chiuso un occhio. Tornando alla somiglianza con il Bologna di Guaraldi, si può osservare come i blucerchiati stiano vivendo con ansia e tensione questa sessione di mercato. Via Eder, via Zukanovic, Soriano corteggiato da Napoli e Inter, arrivano Ranocchia e Dodò e si pensa al ritorno di Pazzini o quello di Quagliarella. Non è esattamente ‘un mercato perfetto’. In ogni caso, il loro capocannoniere o giocherà distratto domenica, oppure domani prenderà la via di Milano. Non un bel modo di presentarsi a Bologna per la peggiore squadra della Serie A in trasferta. E di fronte ci sarà una squadra che vive il suo miglior momento di forma, che fa sognare pubblico, tifosi ed opinione pubblica. I punti di distanza in classifica sono solo 3, ma la percezione è completamente diversa. Bologna vive sulle ali dell’entusiasmo, a Genova c’è disperazione, rassegnazione, addirittura la trasferta al Dall’Ara viene vista da alcuni come una partita già persa in partenza. Incredibile questo concetto se visto dalla nostra parte, una sensazione che non vivevamo da tantissimo tempo. Per tutti questi motivi, anche nonostante la designazione di Fabbri arbitro e Gervasoni addizionale, esiste una sola missione possibile: battere la Sampdoria.

Chiusura su Arpad Weisz. La città è riuscita a dividersi anche nel giorno in cui il ricordo avrebbe dovuto unirla. Merola, forse incautamente, cogliendo di sprovvista tutti, rilancia l’idea di intitolare la Curva San Luca all’allenatore ungherese vincitore di due scudetti e una coppa dell’Esposizione prima di morire nel campo di concentramento di Auschwitz. Weisz è stato un grande protagonista della storia vincente del Bologna, non trovo dunque scandaloso dedicargli una zona che abbia una forte connessione con il calcio. Bisognava forse agire in altro modo rispetto a quanto fatto dal sindaco, ma l’idea non è di certo da cassare per principio. Anche perché il calcio ha rappresentato il lavoro e lo sport che Weisz ha sempre profondamente amato. Se il problema più grosso è rappresentato dal fatto che la gente continuerebbe a chiamarla curva ‘San Luca’ francamente sorrido. Sì certo, quel nome, come la Andrea Costa, è ormai entrato a far parte della quotidianità e della collettività, ma nella vita si può anche imparare e cambiare. Se una cosa cambia nome, si impari a chiamarla correttamente. E a me, sinceramente, Curva Arpad Weisz piacerebbe tanto.

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