Una “Bella” sfida per Sansone: in seria A per e con il Bologna

Una “Bella” sfida per Sansone: in seria A per e con il Bologna

Nei miei Spunti ho avuto occasione di tessere lodi sulla personalità di Laribi, Cacia, Zuculini… senza escludere nessuno in particolare, poiché ognuno di loro ha dato e continua a dare tanto per tagliare insieme il traguardo e dire “cheese” per l’album di famiglia.  È arrivato anche il momento di ringraziare questo ragazzo dell’87, Gianluca Sansone, che per una felice coincidenza è compaesano della mia fidanzata (che ha vissuto a Bella, in provincia di Potenza, parte della sua infanzia), e che mi ha portato altrettante gioie e fortune.

Sin dal suo esordio in maglia rossoblù, con quel gol segnato su punizione nella rete del Perugia, Sansone ha conquistato la piazza bolognese e ha onorato i nostri colori al pari dei suoi nuovi compagni di spogliatoio. Dopo il debutto (forse anche per via delle condizioni fisiche da migliorare) il mister aveva preferito lasciarlo in panchina, inserendolo solo negli ultimi minuti di gioco per lo sprint finale in sostituzione di Cacia. Nel giro di poche settimane, l’ex-Samp torna titolare e inizia a collezionare ben 4 gol con il numero 11, correndo in campo per oltre 90 minuti, dando un grande supporto alla squadra e mostrando versatilità e umiltà se “costretto” a coprire ruoli a lui meno consoli. Siamo tutti d’accordo: un giocatore come Sansone, in questa serie B da inferno, serviva come l’acqua Santa per fare la differenza e mantenere vive le speranze dei tifosi di risalire subito in serie A. 

A dispetto dei risultati più recenti, anche nel match contro la capolista, Gianluca ha mostrato un controllo della palla e una gestione calibrata del tiro (grazie al suo prezioso sinistro), che in più di una occasione hanno rappresentato una insidiosa minaccia per l’avversario. La traversa contro il Latina si è rivelata fatale, quasi un telegramma: palla al centro.stop – tiro in porta, stop – segno e porto a casa un punto, stop. Trascorsi tre mesi in cadetteria, Sansone è diventato un elemento imprescindibile per questo Bologna, e ammetto che mi sarebbe piaciuto poter dire lo stesso di Mancosu…Purtroppo, l’attaccante ex-Trapani ha avuto e avrà poco tempo per esprimere al meglio le sue capacità e qualità tecniche, ma confido nel proverbiale risveglio primaverile e in una piena “sbocciatura” di questo prodigio tardivo. Per quanto riguarda i titolari della vecchia guardia, non penso che Daniele Cacia sia geloso se spendiamo qualche complimento per Sansone: in un momento in cui il nostro bomber è alle prese con il secondo pargolo, potrà godersi un po’ di meritatissimo relax e dedicarsi alla famiglia, sapendo di avere in campo un valido sostituto. Battute a parte, di certo, i due hanno caratteristiche molto diverse e si completano alla perfezione. L’intesa potrebbe fiorire anche con Mancosu, e per come siamo messi, non escluderei qualche minuto anche da parte di un Improta o di Acquafresca.

 

In tutto questo, Sansone dovrà imparare a calibrare l’impeto (apprezzabile, ma a volte eccessivo) che lo vede spesso portare avanti il gioco in linea solitaria; nel calcio è importante anche concludere l’azione costruendo il gioco con un po’ di pazienza e lucidità. La pressione costante dell’incitamento dei tifosi, la voglia matta di serie A, il bisogno di vivere e rivivere il brivido del gol e farci sognare, possono spingere qualsiasi attaccante verso l’errore per un soffio, un eccesso, una svista o una banalissima perdita del controllo nel far girare la palla. Suggerisco “mente fredda e cuore caldo”, come dice Buffa nei suoi servizi. La fretta, l’ansia da prestazione, e soprattutto la paura di perdere e di deludere il mister, la proprietà e i tifosi, sono elementi deleteri per l’atteggiamento e la psicologia di squadra. Del resto, nella conferenza stampa di ieri, è stato proprio Sansone ad ammettere che “può esserci un po’ di delusione per gli ultimi risultati, ma abbiamo voglia di reagire perché mancano sette partite e vogliamo ottenere la Serie A. Tutto dipende da noi”. Tutto dipende da voi, è vero. E in effetti, con due gol pesanti come macigni, Sansone ha portato in dote 3 punti in classifica, a cui aggiungere i 3 blindati da un altro eroe di questa seconda stagione rossoblù, Da Costa: con le sue parate nel derby casalingo contro il Modena, nel pareggio di Trapani e in quello di Brescia, abbiamo sei punti in totale regalati da due degli acquisti di gennaio. Senza nulla togliere, e questo va sottolineato, al contributo fondamentale di Gastaldello in difesa, una sentinella esperta e competente che ha conquistato la maglia da titolare ai danni di Oikonomou, creando una vera e propria guardiola – assieme a Maietta – nell’area piccola tale da impedire l’inserimento delle scorribande avversarie.

 

In quest’ultimo giro di giostra, insomma, è necessario guardare al Bologna come ad un’entità unica in cui tutti sudano e lottano assieme per vincere la stessa impresa. Salire in Serie A rimane comunque una missione unica da compiere nella Storia e negli annali, e come tutti noi ricordiamo il gol di Dino Fava a Mantova, tra qualche anno preserveremo i memorabili gol di Sansone, o quelli di Cacia che hanno svoltato il match contro il Lanciano, o ancora tutti i gol decisivi di Laribi, con piccole ma incisive perle di un Oikonomou di testa, di un Buchel a Pescara e del mitico Zuculini a Latina. Non è mai un solo giocatore a decidere un campionato, ma una staffetta di prestazioni di livello al momento giusto. Quel momento in cui ti senti al centro del mondo e, da solo contro tutti, sai esattamente cosa devi fare con un pallone… una grande, emozionante e Bella sfida per Sansone, un sogno per il Bologna e per tutti noi! 

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