Un grillo parlante mi dice che…Intanto le avversarie si muovono

Un grillo parlante mi dice che…Intanto le avversarie si muovono

Un grillo si è impossessato della mia camera, si è stabilizzato, in attesa, sulla tenda. Ho provato ad aprire la finestra ma il poverino non capisce che uscendo troverebbe la libertà. Detesto gli insetti, sia chiaro, ma comincia a starmi simpatico. Di notte, inoltre, stride, sembra di essere in campagna o di dormire all’aria aperta. Insomma, è un grillo parlante. Chissà cosa penserà e dirà che io non capisco. Aspettando che il suddetto riesca ad uscire e librarsi in volo, anche Pantaleo Corvino ha passato un mese di attesa sulla tende del calciomercato, ha imbastito trattative, ha perso qualche obiettivo ma ora cercherà di passare al raccolto. E’ il momento di mettere a segno qualche colpo e permettere al Bologna di volare libero. Anche perché, a fine luglio, le rivali iniziano a muoversi con costrutto, un aspetto che non può ormai essere sottovalutato. Niente di irrimediabile e nulla che possa sconvolgere l’estate rossoblù, ma prestare attenzione a quelle con cui ci giocheremo la salvezza sì. Ecco allora che ho provato a dare uno sguardo alle operazioni delle medio-piccole, in modo tale che non dobbiate arrabattarvi in quei mastodontici schemini riassuntivi del calciomercato, tra l’altro inondati da formazioni completamente errate, comprendenti giocatori che nemmeno sono sotto contratto. Per dirne una, ne ho vista una del Bologna con Matuzalem a centrocampo. 

 

Sperando di fare un discreto lavoro, procediamo in ordine alfabetico. A come Atalanta e A come serie da mantenere. Dopo una salvezza striminzita ai danni del Cagliari, la Dea è andata via spedita con le cessioni di due elementi importanti come Zappacosta e Baselli. In entrata, c’è il ritorno del solito Boakye (poca roba) e quelli di Monachello (affrontato dal Bologna l’anno scorso, giocava a Lanciano) e dell’eterno incompiuto Kurtic. Se il Bologna è indietro, l’Atalanta può sfruttare una buona base creata in questi anni di Serie A, ma a furia di cessioni, come insegna il Bologna, si rischia grosso. Chi desta più curiosità è il Carpi, il nuovo direttore sportivo Sogliano ha mantenuto una solida base rispetto all’anno scorso integrandola con discreti elementi in esubero dalla Serie A. Può essere una buona presa Martinho, altrettanto Matos, mentre in alcuni reparti si è andati sull’usato sicuro: Spolli, Brkic e Lazzari. Il portiere è discreto, ma gli altri due sono decisamente spariti dai radar nell’ultimo periodo. Si sono mossi, manca però la punta centrale e gli elementi di una certa età devono ancora dimostrare di saper reggere i ritmi imposti dal lavoratore Castori. Il Chievo, invece, ha ceduto poco, ma potrebbe farlo a breve con Paloschi. Via Zukanovic, dentro Cacciatore, M’Poku e Castro (buoni acquisti) e l’espertissimo Gobbi. Senza ulteriori scossoni, potrebbe arrivare la classica salvezza tranquilla. Desta preoccupazione in Toscana l’Empoli, diverse cessioni importanti, fine del ciclo Sarri e il rischio di ulteriori uscite a breve. Inoltre, Giampaolo non ottiene risultati in Serie A da diverso tempo. Chi punta tutto sul gruppo della promozione è il Frosinone, confermati praticamente tutti e, fino ad ora, pochi innesti. Rosi è un buon uomo di fascia in A, mentre Chibsah e Verde devono ancora esplodere e non è detto lo facciano in Serie A con la pressione di doversi salvare. Sembra invece ben rifornito il Verona, buon mercato per Bigon che ha portato Pazzini (spesa onerosissima) e Pisano come uomini esperti, mentre si è puntato su giovani interessanti in tutti e tre i reparti con gli ingressi di Helander, Siligardi e Viviani. Mezza rivoluzione a Palermo, via Barreto, Dybala, Munoz, Ujkani e Pisano, dentro Brugman (in A tutto da verificare), Rispoli, Viola (visto l’anno scorso a Terni) e Hiljemark. Tocca a Iachini far fruttare questo mercato, fermo restando che arriverà una punta vista la caccia aperta a Defrel. Altra rivoluzione alla Sampdoria. Patron Ferrero cede e utilizza i denari di Garrone. Usciti di scena Obiang, Duncan, Rizzo, Okaka, Cacciatore, Bergessio ed Eto’o, Osti ha inserito Zukanovic, Fernando, Cassani, Barreto e Moisander. In panca, Walter Zenga, allenatore che può fare la stagione della vita o quella più disastrosa che ci sia. Poi c’è l’Europa, una distrazione notevole per chi non lotterà per i primi posti. Chiusura con Sassuolo e Udinese, i neroverdi hanno fatto poche operazioni fino ad ora, persi Brighi, Zaza, Kurtic e Chibsah, il ds Angelozzi ha acquistato Duncan e Politano, è rimasto Berardi, ma il mercato è ancora incompleto, se poi uscisse anche Vrsaljko…Pochissimi sussulti anche in Friuli, è arrivato Colantuono (una incognita inserito in quel contesto), ceduto Allan, Giaretta, oltre alle operazioni che coinvolgono i due club satellite Granada e Watford, ha inserito il talento Iturra e il mastodontico Duvan Zapata, attaccante che a me sarebbe piaciuto vedere qui. Peccato.

 

Tutto questo resoconto per arrivare a quale conclusione? Punto primo, nessuna squadra ha terminato il mercato, tutte le squadre sono ancora in cerca dei puntelli portanti e di quei colpi che possono alzare il livello generale delle rispettive rose. C’è chi è più avanti e chi più indietro, ma il Bfc, al giorno d’oggi, deve recuperare. Manca più di mezza squadra, mentre le altre un abbozzo di 8/11 di formazione titolare ce l’hanno. Valutando le operazioni delle altre e quelli che sono i primi valori in campo, ne viene fuori un quadro non così tragico, ovvero la possibilità per il Bologna, in caso di acquisti interessanti nei prossimi giorni, di competere ampiamente per un posto a metà classifica. L’unica vera discriminate è il lavoro di Corvino in queste tre settimane, se – come credo – arriveranno tre-quattro giocatori di un certo livello, problemi per il consolidamento della categoria non ce ne saranno. Poi sì, un grillo parlante, non quello appeso sulla tenda di casa mia, mi ha detto che a breve qualcosa di succoso arriverà. Occhio a Defrel, Villalba e, ancora possibile, Donsah. Oppure un nome nuovo dal cilindro. Non aspettiamo altro.

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