Troppe assenze, sosta dimezzata. E Taco si presenta a Venezia…

Troppe assenze, sosta dimezzata. E Taco si presenta a Venezia…

Si puntava tanto sulla sosta, un periodo in cui Rossi avrebbe potuto adottare gli adeguati correttivi per risollevare una formazione ultima in classifica. Due settimane di tempo ghiottissime per fare qualunque cosa: pensare ad un cambio di guida tecnica da parte della società, oppure – confermata la fiducia a Rossi – lavorare duro per risolvere i problemi rossoblù. Due giorni di riposo concessi dal tecnico alla truppa, si è ripreso mercoledì con ritmi soft, ma l’inghippo non è tanto questo piuttosto il fatto che il Bologna continua a marciare a ranghi ridottissimi. Con gli infortuni di Maietta e Mancosu, il numero di giocatori infortunati, acciaccati, fuori condizione o convocati in Nazionale, sale sopra quota dieci, praticamente una squadra intera. Sembra proprio che il destino non voglia consentire a Rossi di modellare la propria creatura come meglio crede: prima il mercato ritardatario – unito agli infortuni di Gastaldello e Zuculini – poi la condizione fisica sfalsata tra chi c’era e chi è arrivato dopo, infine le ultime defezioni arrivate a campionato in corso. Giaccherini rotto dopo venti minuti prima a Genova e poi con il Frosinone, Donsah fuori da ormai un mese, Krafth ancora alle prese con il suo mal di schiena, mettete dentro questi tre giocatori in piena condizione nel Bologna e forse otterrete una classifica diversa. Purtroppo con i se e con i ma non si va da nessuna parte, dunque tocca a Rossi adoperarsi con quelli disponibili e quelli non al 100%. Inoltre, gli infortuni di Maietta e Ferrari tolgono quasi certamente – se mai fosse stata un’idea del mister – ogni ipotesi di 3-5-2. Sono solo tre i centrali a disposizione, con Gastaldello non al top, di conseguenza rotazioni ristrettissime per imbastire uno stravolgimento tattico difensivo. Non dobbiamo girarci attorno, la sosta è caduta a pennello visto il momento di crisi, ma Rossi non può sostanzialmente sfruttarla. E’ come se quasi non ci fosse stata, fino a giovedì la truppa si è allenata con l’aiuto dei giovani della Primavera, addirittura anche Mounier, Rizzo e Destro hanno svolto lavoro personalizzato.

 

Manca poco più di una settimana alla sfida con il Palermo, il tempo per proporre correttivi c’è ancora e magari qualcosa Rossi sta già provando, anche perché negli ultimi due giorni il Bologna di mattina ha lavorato a porte chiuse, ma difficilmente vedremo qualcosa di profondamente diverso. Ci sarà da soffrire, anche con il Palermo. Ci sono poi evidenti differenze, i rosanero arriveranno alla sfida dopo un ritiro voluto dalla società, il Bologna incerottato, con le solite incognite e ulteriori dubbi dovuti alle assenze. In particolare, ci sarà curiosità sulla scelta che adotterà Rossi per il ruolo di terzino destro. Ferrari è out, il procuratore di Mbaye ha alzato la voce, troppo per i nostri gusti, e Krafth si porta dietro un estate ai box e soli novanta minuti con la Primavera. Insomma, la sensazione è che il Bologna dovrà cercare di vincere questa partita dando il 110%, compattandosi di fronte non solo alle difficoltà di classifica ma anche a quelle della rosa, sperando che la voglia di risollevarsi dei rossoblù risulti maggiore rispetto a quella dei rosanero. Sfatiamolo, nonostante tutto, il tabù che rende il Bologna il buon Samaritano di turno che cura i mali di ogni avversaria in crisi. Facciamo sì che sia il Palermo a farci questo dono e non viceversa.

 

Nel frattempo, Joe Tacopina si è presentato sulla Laguna, nella ‘affascinante Venezia’. Obiettivo chiaro (e che abbiamo già sentito): Serie A. La scalata è lunga, il Venezia parte dalla D, ma affrontabile. Di sicuro, i denari necessari ora, per superare lo scoglio dilettantistico e quello della Lega pro, non saranno così tanti come successo a Bologna. Niente debiti da ripianare, niente mercato per la Serie A da affrontare, semplicemente una squadra già dominante nella propria categoria da traghettare nella vecchia Serie C. Ci sarebbe lo stadio, ma è il classico progetto da sventolare in conferenza stampa senza realizzarlo sul serio nella pratica. Taco ce la potrebbe anche fare a risollevare il Venezia, ma tra i professionisti serviranno denari fitti. Poi, il solito refrain: squadra di cui essere orgogliosi (quest’ultima frase forse scopiazzata da Saputo). E’ già Taco-mania a Venezia, anche per via dell’aneddoto su Perinetti: il direttore sportivo si è promesso come sposo alla causa anche in caso di chiamate dalla Serie A. Ci credono tanto. Che dire, abbiamo perso un personaggio mediatico, trattenuto quello con i ‘baiuc’. Non lamentiamoci e non rimpiangiamo troppo l’avvocato, è un capitolo chiuso e anche Taco sa che è meglio non riaprire. Soprattutto, non rendiamoci invidiosi verso la nuova avventura, perché immagino che tante realtà ci stiano invidiando Saputo. La conferenza stampa come si è chiusa? Ovvio, con un selfie assieme alla dirigenza.

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