Tornano Joe & Joey, da qui si può risalire (anche perché far peggio è difficile)

Tornano Joe & Joey, da qui si può risalire (anche perché far peggio è difficile)

Pare che il Bologna a Vercelli abbia toccato il fondo, peggio di così è difficile. Se piove grandina e il tornado sarebbe rappresentato da una non vittoria venerdì, la discesa al quinto posto e una eliminazione al primo turno di playoff. Ora, premesso che lo scenario sarebbe apocalittico, nemmeno una scena di “2012” con John Cusack che vede il mondo inghiottito dalla lava mentre viaggia su un ultraleggero conquistato a discapito di altri esseri umani, proviamo a chiudere in un angolo nascosto della nostra mente i pensieri catastrofici guardando avanti con quello che abbiamo. Innanzitutto, in settimana saranno presenti sia il presidente Joe Tacopina che il chairman Joey Saputo. Importante la presenza della proprietà nel momento più delicato della stagione, soprattutto, farà bene alla squadra il ritorno del proprietario canadese, ovvero colui che ha salvato la società dal fallimento e paga puntualmente gli stipendi ai calciatori. Tacopina in questo momento appare più defilato, circolano voci di un suo possibile ingresso nel Verona o comunque da tanti viene dato in uscita. Difficile trovare conferme certe sui vari rumors ma è chiaro che da qualche mese a questa parte il comando lo abbia preso il compare canadese. Taco riveste il ruolo di presidente, compito importante per dare un segnale di vicinanza della società al tifo, catturare consensi, generare entusiasmo nonostante i risultati balbettanti e ricreare un senso di appartenenza basilare nei confronti dello stemma e dei colori dopo una retrocessione dolorosa, ma nel calcio più che i sentimenti contano i danari; e quelli ce li ha Saputo. Fondamentale il ruolo di Tacopina nel pescare il jolly a foglia d’acero, altrimenti a quest’ora non saremmo qui. Diciamo che Tacopina ha svolto nel migliore dei modi il suo ruolo a metà tra il broker e l’azionista, in particolar modo è riuscito nel delicato compito di far rifiorire l’orgoglio dei bolognesi nel tifare e sostenere la squadra della città, difendendone l’onore e il blasone da chi lo aveva precedentemente calpestato. Sempre sia lodato Joe. Poi l’ingresso con peso specifico maggiore di Saputo, quell’incontro chiarificatore a New York in cui la gestione societaria ha subito una variazione inducendo Tacopina ad assumere un ruolo progressivamente più defilato. Oggi il presidente avrà presumibilmente incontrato Delio Rossi per la prima volta, non avendo sostanzialmente preso parte alla decisione post Matusa di esonerare Lopez.

 

Qui entra in ballo Saputo, il quale assieme ai suoi fidi scudieri Di Vaio e Corvino ha preso quella decisione e ora (giovedì quando ritornerà) cercherà di tastare il polso alla squadra. Il cambio radicale di risultati e prestazioni non c’è stato, ma la consapevolezza che i playoff sono un’opportunità sì. Ecco perché il ritorno del chairman può giovare, almeno per un incontro chiaro e schietto con la squadra. Chissà se i giocatori, al cospetto di chi li paga, non possano assumersi la responsabilità di reagire in vista dei playoff, una sceneggiatura diabolica che può fare di loro degli eroi o dei giocatori qualunque (e neanche troppo apprezzati). Mi fa specie pensare che i professionisti del pallone diano tutto quando le società di appartenenza sono sull’orlo del fallimento e non lo facciano quando tutto procede puntuale, soprattutto, non mi spiego perché si debba – secondo alcuni – ragionare sulla tesi del “tanto il prossimo anno non saremo qui”. Forse meglio diventare eroi per tutta la vita a Bologna, piuttosto che essere ricordati come coloro che hanno gettato al vento una promozione con una rosa più competitiva delle altre. In fin dei conti Dino Fava qui è un idolo con due sole reti, le stesse messe a segno dodici mesi prima da Enrico Fantini che però non è certo ricordato in egual modo. Giusto per fare qualche esempio. 

 

Difficile capire cosa possa servire a questa truppa, se cioè sia urgente un rimbrotto generale da parte di allenatore e proprietà o se invece sia più funzionale ridare serenità allo spogliatoio. L’eterno dilemma tra bastone e carota. Potrebbe anche bastare un pizzico di autostima e orgoglio, assumere la consapevolezza che si è di fronte a un bivio che richiede la scelta di un percorso: o si continua con questo trend per finire su un binario morto, oppure si sceglie la via più dura ma anche quella che permette il raggiungimento della stazione desiderata. La Serie A. Perché alla fine più che i moduli, la tattica o i movimenti, a questo Bologna sembra mancare il carattere, e se come dice Di Vaio non è possibile comprarlo si faccia in modo che con le spalle al muro venga fuori. Quando non puoi retrocedere nel cammino perché il punto più basso è stato raggiunto, l’unica possibilità che si ha è quella di iniziare a correre in avanti. Paradossalmente la scelta diventa più semplice. E allora chissà che la presenza di Saputo non consenta al macchinista di mettere legna nel motore psicologico di una squadra spompata prima che fisicamente mentalmente. Se poi uno dei problemi può essere rappresentato dalla lontananza della proprietà, consiglio a Saputo di farsi un paio di settimane ininterrotte a Bologna, tanto le date dei playoff sono ravvicinatissime. Poi però guardando le partite capisco che i rossoblù sono andati male anche e soprattutto con il chairman sugli spalti. Joe & Joey tornano in città dunque, che questo, in un modo o nell’altro, possa rappresentare la svolta stagionale. Anche perché è utile ricordare a tutti che i playoff devono ancora essere giocati e che il Bologna non è stato eliminato. Ah, mancherà Gastaldello, perdita a mio avviso importante che si somma a quella di Zuculini (che tutti hanno dimenticato) e qualcuno dirà (o ha già detto) che l’infortunio del difensore non sarà un problema. E’ sempre bello guardare al proprio orticello dimenticando il bene più prezioso, siamo a Bologna e a volte succede anche questo.

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