Temo il Sassuolo (anche senza Berardi), il Napoli ancora su Oikonomou, mentre Destro sarà il nostro leader per i prossimi 5 anni

Temo il Sassuolo (anche senza Berardi), il Napoli ancora su Oikonomou, mentre Destro sarà il nostro leader per i prossimi 5 anni

Non mi fido. Proprio no. Ammetto: il Sassuolo mi fa paura, anche se l’assenza di Berardi aiuta. Vedendo il match contro il Napoli ho visto una squadra già in forma, che gioca in velocità e che, ahinoi, presenta un reparto avanzato tecnico e veloce. Non so se il tridente neroverde sia paragonabile a quello biancoceleste, ma per caratteristiche può diventare devastante per la difesa del Bologna, apparsa all’Olimpico impacciata e non ancora perfettamente assemblata da Delio Rossi. Non ci sarà Berardi, ma con Floro Flores e Sansone il Sassuolo dispone di due elementi che al Bologna, spesso, fanno gol. Saranno fondamentali gli esterni, la compattezza di squadra e un netto miglioramento in fase di possesso palla. Occorre scindere un po’ gli aspetti. L’arrivo di Donsah (e il ritorno di Mbaye a destra) potrebbe aiutare la costruzione del castello difensivo, mentre per quanto riguarda l’attacco sarebbe auspicabile l’arrivo dal mercato di una seconda punta, o comunque di un giocatore con un certo pedigree in Serie A. Sicuramente vedremo un passo avanti, anche se capire esattamente se basterà per strappare punti all’attuale capolista (sì dai, scherziamoci su) non è facile. Mbaye a destra può garantire uno sbocco importante anche in fase offensiva, rendendo più fluida e incisiva la manovra apparsa statica e imprecisa con Ferrari. Anche Donsah, tecnicamente comunque dotato, può aiutare concretamente la mediana. Ma il grosso della fantasia deve arrivare dal mercato, fermo restando che il piede fatato di Brienza presenta troppe primavere per essere considerato continuo per tutta una stagione da titolare. Inoltre, non ho notizie di un Bologna forte su un trequartista di peso (inteso come nome importante) segno che l’intenzione della società, probabilmente di comune accordo con il tecnico, è quella di ampliare il ventaglio di soluzioni uscendo dal solco del 4-3-1-2. O meglio, si parte con quello ma in base ai nuovi arrivi si può pensare di variare qualcosina. Non dimentichiamoci poi di Falco che in allenamento si è già messo in mostra. Anche perché, parliamoci chiaro, non possiamo pretendere che Destro faccia tutto: giochi di sponda e si crei i gol da solo. Non è un attaccante alla Di Vaio, ergo: deve essere aiutato e supportato. Da qui la necessità dell’arrivo di altri due titolari davanti, senza voler relegare Mancosu al ruolo di ultima ruota del carro, anzi, in Serie A sono convinto possa fare bene. E poi, la stagione è lunga e l’ex Trapani può comunque ritagliarsi minuti importanti.

Rimanendo in tema di mercato, pare non cessare l’interesse del Napoli per Oikonomou. Il colloquio fotografato tra Corvino e Giuntoli non spiega nulla, anche perché di solito se si sta parlando di cose importanti non ci si ferma nella hall di un hotel in bella vista per i fotografi. Detto ciò, è chiaro che i partenopei stanno cercando un difensore, il ballottaggio, perso Maksimovic, è tra Heurtaux e Oikonomou. Più accessibile il bianconero dati i buoni rapporti tra le due società, suffragati da diverse operazioni che hanno portato tanto denaro nelle casse friulane, società da sempre abile a monetizzare in maniera costante e cospicua. E Marios? Corvino a meno di certe cifre non lo vende, resta da capire cosa succederebbe se gli azzurri inserissero qualche contropartita tecnica interessante. Fosse per me, chiederei immediatamente Gabbiadini, temendo non sia possibile faccio fatica a scegliere di privarmi del colosso greco per un De Guzman per intenderci. Forse El Kaddouri, abile trequartista e buona mezzala, e forse Zuniga, con cui sistemeremmo il problema fasce. Nel momento in cui vi scrivo, la cessione di Oikonomou appare improbabile, anche se in tema di calciomercato fino al 31 agosto non si può mai dire mai. Diciamo che, affinché avvenga, dovrebbero cambiare radicalmente i presupposti e le posizioni, sia di chi offre e forse di chi richiede. Inoltre, cedere Oikonomou significa perdere un pezzo di futuro e privarsi di un elemento importante in difesa, un centrale che risulterebbe non sostituito adeguatamente da un Andreolli qualsiasi.

Infine, Destro. Ieri la presentazione alla stampa di un giocatore fermo e deciso sulle sue scelte. Voleva venire qui, era tutto deciso da tempo ma c’era qualche ‘dettaglio’ da sistemare che nulla aveva a che fare con le decisioni del calciatore. Destro ha guardato al passato, agli attaccanti che qui si sono rilanciati e che, in alcuni casi, hanno conquistato la Nazionale. Cinque anni di contratto testimoniano un dato incontrovertibile: la bontà del progetto rossoblù. Se così non fosse un giocatore come Destro non si legherebbe ad una società per così tanto tempo. L’attaccante di Ascoli Piceno ha capito che prima o poi il Bologna tornerà grande, partendo da qui, Destro ha deciso di essere il faro di questa opera di rilancio, il giocatore da copertina di un Bologna che nelle prossime stagioni potrà tornare a competere su ottimi livelli. Sarà lui la ciliegina sulla torta dell’era gestionale Saputo, colui che traghetterà una squadra chiamata a conservare la categoria fino alle parti alte della classifica negli anni a venire. Perché questo succederà, probabilmente non vinceremo lo scudetto ma in Europa ci torneremo eccome, e Destro sarà uno dei protagonisti assoluti. E’ una operazione onerosa, certo, ma non una di quelle che ti rimarranno sul groppone con il perenne desiderio di liberartene. Non siamo alle prese con Rolando Bianchi o altri, abbiamo un bomber, stavolta per davvero. E poi sì, le aspettative e le responsabilità ci sono, ma Destro, dopo una esperienza a Roma, ha tutto per poterle gestire alla grande. 

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