Tacopina isolato, intanto Rossi ha i suoi dilemmi d’attacco (da finire)

Tacopina isolato, intanto Rossi ha i suoi dilemmi d’attacco (da finire)

Come sapete, non sono tanto avvezzo alle polemiche, soprattutto se si tratta di temi societari. Ad un certo punto, però, non è possibile far finta di nulla dinanzi ad evidenti segnali di rottura, comportamenti che fanno chiaramente capire che qualcosa non quadra. Insomma, non credo di aver mai visto una nota di un presidente non pubblicata dal sito ufficiale della società che, appunto, presiede. Non so, è come se Berlusconi diramasse una nota e nessuno in società decidesse di pubblicarla. Impossibile no? Bene, è successo invece a Bologna, perché Tacopina, in qualità di presidente, si è sentito in dovere di esprimere la propria idea sui fatti avvenuti a Castelrotto, peccato che in seno alla società nessuno abbia preso in considerazione la cosa. Pare che i commenti siano stati ‘è un suo pensiero’, della serie: non è lui quello a cui dobbiamo fare riferimento qui e le dichiarazioni ufficiali passano da altri. Anche perché, occorre essere onesti, la società non può di certo andare in guerra con gli Ultras. Ecco, a livello mediatico, di rapporti, di rappresentazione della società al di fuori di Casteldebole, la nota isolata di un presidente messo sostanzialmente al bando non è di certo una bella figura, altroché gli obiettivi di mercato che Corvino si sarebbe fatto scippare. Siamo, in maniera incontrovertibile, ad una sorta di punto di non ritorno, Saputo da una parte, il chairman, colui che decide, dall’altra il presidente, relegato ad una carica formale e nulla più, e i sentori li avevamo avuti con la decisione dell’esonero di Lopez presa da Saputo, Di Vaio, Corvino e Fenucci con Tacopina che già aveva abbandonato il Matusa di Frosinone. Lì si era capita l’assoluta non conciliabilità di stili, carattere e modus operandi dei due. Ecco, sarebbe necessario trovare una soluzione, o si ricostruisce la coppia che si presentò ad ottobre in conferenza stampa alla città, oppure si proceda verso la separazione definitiva. Un conto è avere una distinzione netta di ruoli, il proprietario che ci ha messo più denari comanda, mentre Tacopina può agire, come ha fatto finora, a livello mediatico, un altro mandare avanti una sfida interna con un presidente esautorato da qualsiasi dichiarazione ufficiale. Parliamoci chiaro, se Tacopina non può più nemmeno parlare per conto del Bfc, la sua carica di presidente perde qualsiasi tipo di valore, risultando, di conseguenza, solo un nome nell’organigramma e nulla più. Personalmente, dispiace si sia arrivati a questa situazione, perché, magari stupidamente, credevo possibile una coesistenza sulla base di un progetto di rilancio chiaro e definito. Invece, quella faccenda delle fideiussioni deve aver, irrimediabilmente, incrinato i rapporti. Peccato, perché il modo con cui Tacopina ha dato il via a questa nuova avventura aveva davvero coinvolto un’intera città. Ora però la situazione sta diventando a tratti grottesca, l’urgenza di sistemare i tasselli sempre più stringente.

Nella seconda parte cambiamo argomento e torniamo al calcio giocato che forse è meglio. Pensavo a Delio Rossi, pensavo alla sua idea di gioco e al suo modulo. 4-3-1-2, con un rifinitore dietro le punte. E’ quell’uno ha rappresentare un piccolo-grande problema, perché di trequartisti puri che facciano la differenza non ce ne sono tanti, in più, perso Quintero, Pantaleo Corvino si è buttato su Hector Tito Villalba, classica seconda punta veloce, scattante, in grado di creare superiorità numerica e segnare qualche gol. L’argentino non è un trequarti, per cui sarà necessario capire se si ipotizza anche un possibile passaggio al tridente puro, oppure se il talento del San Lorenzo più che un sostituto di Quintero diventerà quello di Defrel. O magari i due potranno coesistere. Chi lo sa, anche perché, El Kaddouri a parte, non sembrano esserci grosse trattative per trequartisti di un certo livello. C’è Franco Cervi, lui sì, rifinitore pieno di assist e giocate a favorire gli attaccanti ma probabilmente acerbo per fare il titolare in Serie A. Quello dell’attacco è un vero e proprio dilemma, perché oltre a non esserci i titolari gli esuberi non sono ancora stati ceduti. In questo caso, sarebbe necessario che Pantaleo Corvino riuscisse a mettere a segno due colpi in vista di Sestola. Mi riferisco al trequartista e alla seconda punta, sul bomber, temo, bisognerà aspettare la seconda parte di agosto, oppure – come nel migliore dei film thriller – l’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato.

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