Superata la prova del… 29!

Superata la prova del… 29!

Il Bologna batte la Samp di Montella e torna a vincere al Dall’Ara. La prestazione degli 11 rossoblù ha superato a pieni voti la prova del 29

Con lo stesso risultato con cui aveva portato a termine l’impresa contro il Napoli, il Bologna di Donadoni batte la Samp di Montella e torna a vincere al Dall’Ara. La prestazione degli 11 rossoblù ha superato a pieni voti la prova del 29, conquistando il decimo posto in classifica anche grazie all’esito delle altre partite.

Approdiamo nella parte sinistra della classifica con una vittoria che, sebbene tanto attesa e indubbiamente meritata, è ancora una volta frutto di una prestazione dirompente nei primi tempi e meno incisiva negli ultimi 45. Poteva finire come con la Lazio se non fosse stato per il rigore calciato da Destro e questa volta, con nostra sorpresa, l’arbitro Fabbri non ha fatto andare via il pubblico del Dall’Ara incazzato. Incisivo è stato proprio il fallo di mano fischiato ad Alvarez, rimediato grazie ad un calcio d’angolo guadagnato da Floccari, da poco entrato al posto di Giaccherini. Al termine del match, Montella si è detto particolarmente contrariato in merito, non oso immaginare la reazione del presidente Ferrero, che ha tifato la sua Doria accanto a Morandi in tribuna VIP. Faccio mie le parole di Donadoni: “Piangere sul latte versato non serve”.

Stavolta dunque il Bologna ha espugnato il proprio stadio, anche se ai ragazzi rossoblù piace farci soffrire; forse più del dovuto. Ma il calcio non è bello se non è litigarello, e allora questa vittoria giunta in extremis ha il dolce sapore della torta con la ciliegina sopra, perché finalmente ci riconsegna un Bologna giunto nella sua naturale destinazione: la parte sinistra della classifica. Probabilmente non è tutto oro quello che luccica, ma per analizzare ciò che non è andato ci saranno i prossimi due giorni, per adesso godiamoci un attimo il successo e respiriamo. Mi piace la linea espressa da Donadoni, basata più che altro sul lavoro e sui propri mezzi senza alzare troppo asticelle e aspettative, semplicemente si vive alla giornata cercando di fare del proprio meglio ottimizzando il potenziale che la squadra dimostra di avere. “Non si guarda a chi c’è davanti o a chi c’è dietro in classifica, siamo concentrati su noi stessi”.

Proprio su questo tema si basa tutto il prosieguo di stagione della squadra rossoblù. Se il Bologna è quello di Reggio, di Milano, dei primi tempi contro Lazio e Samp, allora altre soddisfazioni arriveranno e si potrà pensare a traguardi più prestigiosi, se invece proseguiranno i passaggi a vuoto nei secondi tempi dovremo accontentarci della metà classifica. Il processo di crescita della squadra passa anche dal saper reagire alle difficoltà, ai cambiamenti tattici, al ritorno degli avversari. Probabilmente quello di ieri è stato più che altro un calo mentale della squadra, causato da quel gol a freddo di Muriel e dal 3-5-2 di Montella. Lì un po’ di paura e tensione è sopraggiunta, unita al calo di un paio di elementi (Gastaldello e Rossettini) e all’infortunio di Donsah che ha spalancato le porte della fascia sinistra alla Samp. E’ giusto però sottolineare la grande forza di volontà della squadra che una volta raggiunta non si è data per vinta e ha cercato di ri-vincere una partita che pareva chiusa a doppia mandata in cassaforte. E la squadra ha rischiato, perché più di una volta – anche sul due a due – si è fatta prendere in contropiede, segno di coraggio e un pizzico di incoscienza. Ma è la nuova filosofia della squadra: si rischia, si cerca di essere più determinati perché poche squadre di Serie A possono godere di un potenziale offensivo di questo livello.

Forza dunque, la settimana decisiva prosegue. Mercoledì a Frosinone il Bologna si troverà di fronte alla partita più complicata di questo scampolo di stagione, sia perché il Matusa è un catino difficile da affrontare, sia per il manto erboso non proprio da Serie A e soprattutto per la durezza fisica della partita. I rossoblù hanno speso tanto contro la Samp e il Frosinone fa della corsa il suo punto di forza. C’è però un aspetto ormai incontrovertibile che caratterizza la gestione di Donadoni: ovvero che il Bologna non ha più paura di nessuno. Sono gli altri a temerci e se i rossoblù giocano come sanno possono battere chiunque. Da questo nuovo concetto si basa il girone di ritorno, ed è bello poter dire ‘se il Bologna fa il Bologna non ce n’è’. Se l’andamento di una partita dipende più dal tuo rendimento rispetto a quello dell’avversario, significa che hai acquistato autorevolezza, maturità, consapevolezza. Adesso è davvero la squadra di cui andare fieri, è l’ennesima promessa di Saputo mantenuta.

 

 

 

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