Vale vs Marc, la rossa va, il Verona affonda, Vu ed Effe crollano. Ecco la domenica sportiva

Vale vs Marc, la rossa va, il Verona affonda, Vu ed Effe crollano. Ecco la domenica sportiva

Domenica movimentata, senza il Bologna. La giornata è iniziata con la battaglia a suon di testate e calci tra Rossi e Marquez, con il dottore che contribuisce alla caduta del 93 con un calcetto galeotto, poi ridimensionato nella gravità dai successivi replay, soprattutto dall’elicottero. Resta però il finale amaro di un campionato che avrebbe potuto vivere un ultimo gp emozionante e che invece verrà ricordato come il Mondiale dei ‘se’. Se Lorenzo non fosse caduto a Misano, se Rossi non fosse stato rallentato da Marquez. Nessuna controprova stabilirà la ragione o il torto delle varie opinioni in ballo. Di sicuro qualcosa la si può dire. Che Rossi non sia stato in grado di gestire la situazione è evidente, ha deciso di esporsi, pronunciando frasi dure sul 93 non facendo tacere il suo pensiero. Questo forse gli ha giocato contro, ma anche l’idea di porre Marquez di fronte alle sue responsabilità non era poi così scellerata. E’ evidente come Marc abbia giocato un ruolo di spalla a Lorenzo, il rallentamento a Phillip Island quando per tutto il gran premio ha deciso di ‘frenare’ Rossi e Iannone salvo poi sparare un ultimo giro un secondo più veloce andando a battere Lorenzo, mascherano l’aiuto fornito. Non irreprensibile nemmeno a Sepang, in prova Marquez ha deciso di mettersi in testa ad un gruppetto tirando chi gli stava dietro, tra questi proprio Lorenzo. In gara lo spagnolo poi non ha opposto la minima resistenza nei confronti del 99: il sorpasso è stato frutto di un lungo in staccata, spero involontario, poi il ritmo del 93 è misteriosamente calato di un secondo una volta ritrovatosi dietro a Jorge. Infine la battaglia con Valentino, dura, spettacolare, ma che non si è vista un giro prima quando è stato il connazionale a scavalcarlo. Come Rossi non può essere difeso per l’accaduto (una volta capita l’antifona, prosegui e cerca di arrivare sul podio), nemmeno Marquez può essere assolto, le immagini e i tempi dimostrano come il rampante spagnolo ci abbia messo lo zampino. I motivi? Non si sanno. Amicizia? Mantenere il dominio spagnolo? La caduta in Argentina? Forse tutte e tre. Chissà però se Lorenzo si ricorda di questo sorpasso a Jerez 2013 che gli costò la vetta del Mondiale…e chissà se lo ricorderà, un giorno, quando si ritroverà a giocarsi un Mondiale con Marquez. Perché è comoda fare comunella con uno fuori da ogni lotta mondiale, ma quando Marc il prossimo anno tornerà in corsa per vincere lo stesso rispetto potrebbe sparire come d’incanto.

Poi il campionato. Risultati non male per il Bologna che abbandona definitivamente l’ultimo posto per via della vittoria di sabato a Modena e la sconfitta, sonora, del Verona a Genova. Che l’Hellas non stia bene è un dato di fatto, ma perdere in questo modo significa avere a che fare con una situazione più grave di quel che si pensi ed esonero per Mandorlini sempre più vicino. Ecco, curioso di capire quali scelte faranno e chi potrebbe essere il sostituto. Perde anche il Frosinone, ora a solo un punto di distanza, mentre l’Udinese e l’Empoli si risollevano ma non sono di certo fuori dalla zona calda. Per i rossoblù non sarebbe male strappare anche solo un pari martedì, perché i frusinati affronteranno al Matusa il Carpi, il Verona attenderà al Bentegodi la Fiorentina (chiamata a reagire dopo due sconfitte in fila) mentre Udinese ed Empoli avranno due sfide difficili a Roma contro i giallorossi e a Genova contro i blucerchiati. E’ bastata una vittoria per rendere la classifica meno terrorizzante di quanto lo fosse sabato.

La serata si è conclusa con la sconfitta virtussina in quel di Pesaro, con Valli alle prese con una squadra molto indietro dal punto di vista del gioco e della fiducia e per lo più incerottata. Difficile fare risultato con queste premesse. Malissimo anche la Fortitudo calpestata a Trieste, l’88-60 finale rende da solo bene l’idea. Qualche soddisfazione invece dalla Ferrari che con Vette sale sul podio dopo una rimonta spettacolare dalla tredicesima posizione, confortante il passo nel finale molto simile alle Mercedes e non così distante come in altre circostanze. La vittoria ad Austin sancisce il titolo iridato ad Hamilton, mai come quest’anno meritato ai danni di un Rosberg apparso in certi tratti un dilettante allo sbaraglio. Si è fatto infilare alla partenza e ha servito la vittoria al compagno rivale con un errore banalissimo nel finale quando era in testa. C’è poco da lamentarsi sui danni alla vettura negli ultimi gran premi. Chiudo con il Napoli, vincere a Verona contro il Chievo significa essere una grande squadra, pronta per vincere lo scudetto. Una sensazione che nutro da tempi non sospetti, quando a Napoli Sarri veniva considerato l’ennesimo allenatore brocco di turno…

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