Sogno o son Destro?

Sogno o son Destro?

Persi Duncan e Defrel, potrebbero arrivare Donsah e Villalba, solo il tempo ci dirà se la sliding doors ci avrà detto bene. Il calciomercato è uno strano mondo, pensi di avere in mano un giocatore ma poi intervengono tanti fattori che per un motivo o per un altro fanno saltare una trattativa. Corvino pretende rispetto per il Bologna, soprattutto, pretende che i giocatori trattati abbiano l’entusiasmo dentro, la voglia senza mezzi termini di vestire rossoblù. Se questa strategia è rischiosa, infatti il Bfc un paio di obiettivi li ha persi, dall’altra mi trova d’accordo perché significa acquistare realmente solo quei ragazzi che calcisticamente e umanamente ti convincono. Perché non si tratta solo di costruire una rosa tecnicamente dotata, ma anche di cementare un gruppo che sappia sopportare tensioni, qualche risultato negativo e una stagione di transizione che ha come unico scopo la salvezza tranquilla. Qualche scoppola il Bologna la prenderà, e in quel caso sarà la coesione dello spogliatoio a portare alla reazione, ecco perché servono come il pane giocatori dalle caratteristiche umane importanti. E’ chiaro che i professionisti titubanti o sono fenomeni, e allora il gioco di aspettarli può valere la candela, oppure si fa anche bene a lasciarli andare. Se poi alcuni di questi preferiscono Sassuolo a Bologna mi arrendo, d’altronde però capisco come sia più facile inserirsi in un meccanismo collaudato rispetto ad uno in fase di rivoluzione. Parliamoci chiaro, Duncan è andato a Sassuolo per l’ingaggio e Defrel perché lì c’è già una base solida da cui ripartire, con procedure di inserimento più facili sia nello spogliatoio che negli schemi in campo. 

La situazione di un Bologna cantiere aperto probabilmente tiene lontano qualche ‘obiettivo primario’ per dirla alla Corvino, ma un paio di questi avrebbero già sposato il progetto Bologna e secondo il ds meritano di essere attesi fino a fine mercato, quando una marea di giocatori verrà posta sul mercato per via del tetto alle rose e del rischio di trascorrere un anno ai margini con conseguente blocco della propria carriera. Tra costoro, dovrebbe esserci quel Mattia Destro vero obiettivo di mercato del Bologna per il ruolo di prima punta. Parliamoci chiaro, se Corvino riesce in questa ‘impresa’ in un modo o nell’altro metterebbe tutti d’accordo, perché al Bologna manca un segnale, un acquisto importante che certifichi la competitività dei rossoblù nella prossima stagione. Soprattutto, un nome di richiamo non solo per riportare in auge un entusiasmo sopito ma anche per convincere altri giocatori importanti a sposare la causa rossoblù. Ora come ora sembriamo solo una società che non ha intenzione di spendere quello che il mercato si aspettava spendesse, un club che pensa alla salvezza con il minimo sforzo e con un allenatore che ha visto passarsi davanti un ritiro senza mezza squadra titolare. Insomma, non siamo visti come una corazzata che si affaccia alla Serie A con ingenti capitali da investire. Questo, ahimè, non è attraente per i calciatori meno lungimiranti, quelli che vogliono starsene comodi subito senza far troppa fatica.

Non è probabilmente così per Destro, un giocatore che ha capito le proprie necessità, soprattutto, quelle della propria carriera. Esploso a Siena, Destro si stava ritagliando un ruolo importante a Roma sponda giallorossa, evidentemente però il matrimonio con Garcia non è decollato rovinando i piani a Mattia, il quale non ci ha pensato due secondi a cambiare casacca per cercare continuità altrove. Purtroppo per lui al Milan gli è andata pure peggio e adesso la carriera è a un bivio: o prova a rimettersi in discussione in una piccola (una squadra in cui il posto sia assicurato) oppure, essendo stato ai margini per così tanto tempo, correrà il rischio di impelagarsi in nuove avventure, magari in squadre più ambizione del Bologna, ma sempre con la fastidiosa prospettiva della panchina facendo da riserva a qualcuno più considerato di lui. Stavolta no, perché tra dieci mesi c’è un Europeo a cui l’Italia si affaccia con tante incognite, una su tutte: chi sarà il centravanti. Spariti i vari Balotelli, Borini e altri, le ultime scene se le sono prese Zaza e Pellè, forse un po’ poco per una nazione che da sempre  sforna attaccanti in grado di segnare. Ecco dunque che le strade per la numero nove dell’Italia sono aperte a tutti quei calciatori che, citando Conte, ‘avranno giocato con continuità nei rispettivi club’. Ora, immaginarsi l’Italia affrontare l’Europeo con la punta del Bologna in campo è un po’ troppo, ma vedere un Destro che, dopo una stagione da doppia cifra abbondante in rossoblù, farà parte dei 23 che andranno in Francia assolutamente sì. Sono queste le motivazioni che spingono Destro a preferire Bologna, perché probabilmente ha intuito il ruolo da protagonista che ricoprirerebbe qui e l’assoluta capacità di Corvino di lavorare sul mercato. O davvero pensate che il Bologna andrà all’Olimpico con Silvestro e Cozzari mezzali? Siamo in ritardo, siamo incompleti, ma non del tutto fuori dal mondo. La squadra verrà costruita, Destro potrebbe farne parte. Noi tutti ce lo auguriamo, per una Bologna che tra qualche mese potrebbe accantonare le polemiche per questo mercato e abbracciare il tanto sospirato bomber da venti reti. Sai che gioia e sai che entusiasmo. Da queste parti, il nove giugno sembra così tanto lontano…Non è un sogno, sono dest(r)o, chissà che stavolta non arrivi davvero il colpaccio. 

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