Siamo già retrocessi

Siamo già retrocessi

Bologna senza attaccanti in ritiro, si chiede un intervento di urgenza e si scatenano le polemiche: ma siamo sicuri che il mercato delle altre stia correndo?

Certo, la situazione non è delle migliori e con l’infortunio di Floccari il Bologna rischia di essere una squadra spuntata, un coltello poco affilato e con punta arrotondata. Ora, è facile utilizzare la convocazione in Austria di Acquafresca per sparare a zero sulla società, rea di presentarsi in ritiro contro le squadre di Bundes senza una punta di spessore, ma è poi così vero il fatto che il Bologna sarebbe indietro sul mercato rispetto alle avversarie?

Fermo restando che la società, chiaramente, non potrà presentarsi al via della Serie A con Acquafresca titolare e Destro a mezzo servizio, guardiamo come procede il mercato generale in Italia, ad eccezione delle big di cui non facciamo parte. Innanzitutto, il Bologna ha più di mezza squadra fatta, situazione ribaltata rispetto ad un anno fa, mancano un paio di titolari ma il grosso è fatto. Meglio vivere così rispetto a dover chiedere a Di Vaio di rimettersi gli scarpini al chiodo per riuscire a completare un allenamento. Come ribadito più volte, l’Atalanta ha sì inserito Paloschi e Zukanovic ma si è privata di De Roon e Cigarini, oltre a Sportiello e Pinilla sul punto di partenza. Bene il Cagliari – che però viene dalla B e dovrà in un certo modo fare quello che ha fatto Corvino l’anno scorso – con gli inserimenti di Rafael, Padoin, Ionita e Bruno Alves, mentre il Chievo è sostanzialmente fermo alla sostituzione di Bizzarri con Sorrentino. Il Crotone invece opera di risparmio, prestiti e poco altro e gli acquisti sono giocatori di B come Ceccherini, Mazzarani e Sampirisi. L’Empoli ha ceduto Mario Rui e Tonelli, forse a breve farà lo stesso con Saponara, mentre ha acquistato Pasqual e Bellusci, non due fenomeni. Da verificare l’arrivo di Gilardino, grande bomber certo, ma nella fase calante di carriera. A proposito: se il Bologna avesse deciso di puntare su una minestra riscaldata di 34 anni, come l’avrebbe presa la piazza?

Passando al Genoa, si registrano gli arrivi di Ocampos e Gentiletti, ma contestualmente sono partiti De Maio e Ansaldi, l’altra genovese, la Samp, ha ceduto Moisander, Correa e Fernando – tre giocatori di un certo peso – acquistando Budimir, Castan e Cigarini. Il saldo è positivo o in parità? Passiamo al Palermo, salvatosi per il rotto della cuffia la stagione scorsa e ora in ritiro con un solo nuovo acquisto: Nestorovski. Il Pescata ha ceduto Lapadula, decidendo di puntare su tutto il blocco che ha portato alla promozione con l’aggiunta di Cristante, Manaj e Bizzarri. Poi c’è il Sassuolo, che oggi ha debuttato in Europa, e che nella casella delle entrate recita i nomi di due scommesse come Lirola e Costa, in quella delle uscite c’è invece Vrslajiko. Chiudendo con l’Udinese, oltre a tutto il malloppone di giocatori sconosciuti che ogni anno i Pozzo spostano, il vero acquisto di mercato è De Paul dal Valencia. Capitolo a parte merita il Toro, forse l’unica che può dirsi rafforzata con gli arrivi di Iago Falque, Ljaic e Ajeti a fronte di cessioni del tutto minoritarie. In sintesi, sembra che il Bologna sia già destinato alla retrocessione, ma tarando i nostri pensieri su questa frequenza nelle altre città cosa dovrebbero dire? Più o meno tutte le squadre che hanno acquistato 2-3 giocatori ne hanno ceduti altrettanti, il Bologna sta per fare lo stesso con Diawara e ha perso Giaccherini perché, banalmente, non era proprietaria del cartellino. E’ un mercato in linea con quello di tante altre squadre, perché tutte agiranno per gli ultimi colpi ad agosto; come accade ormai da tanti anni.

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