Si può fare!

Si può fare!

Il Bologna sfida la capolista, ma per fare punti dovrà mettere in campo tutto un altro atteggiamento rispetto alla partita di Torino. Partire battuti è la via più veloce per uscire con le ossa rotte dal Dall’Ara: i rossoblù tornino quelli di prima

Dobbiamo ritornare assolutamente allo spirito pre Olimpico di Torino, quando l’arrivo di Donadoni – e tre risultati utili consecutivi – aveva riacceso l’entusiasmo sotto le Due Torri, soprattutto: riconsegnato alla città una squadra di cui andare fieri e che non aveva paura di nessuno. Il Bologna attaccava, correva, creava gioco indipendentemente dall’avversario, infatti sono arrivati tre risultati con squadre dal pedigree diverso: la buona Atalanta, il derelitto Verona e la big Roma. Era il Bfc a fare la differenza, a cambiare passo, sfruttando la sveglia mentale che il nuovo mister aveva portato. Il match di Torino ci ha invece assopito, riportando le lancette indietro nel tempo e a una squadra passiva, quasi inerme offensivamente. Mancava Destro, certo, ma gli altri dieci non è che siano riusciti a ripetere le recenti prestazioni, rendendo vana – anche per via di qualche episodio arbitrale – una discreta fase difensiva. Ma il Bologna di Torino non ha mai dato l’impressione di potercela fare, differentemente da quanto è accaduto nelle tre gare precedenti in cui i rossoblù erano parsi più vivi, vispi, rianimati dalla cura Donadoni.

© Bologna F.C. 1909
© Bologna F.C. 1909

 

Da lì partì la consapevolezza di essere in grado di far risultato anche contro la Roma, perché due vittorie consecutive trascinarono tutti quanti, non solo i giocatori, ma anche i tifosi e gli addetti ai lavori. Quello spirito che si respirava prima di Bologna-Roma dovrà giocoforza ritornare, anzi, speriamo abbia già fatto capolino nella truppa che oggi affronterà la capolista Napoli. Non c’era paura prima della Roma, mentre adesso, dopo la scialba prestazione di Torino, un minimo di apprensione è tornata a farsi percepire.

© FabioFerrari - LaPresse
© FabioFerrari – LaPresse

 

In un certo senso ha ragione Donadoni: ‘meglio che ci sia subito una grande, ci consentirà di riattaccare la spina immediatamente’, il suo commento post Toro. Ecco, se i rossoblù pensavano di essere guariti dopo tre risultati utili, una scoppola benefica che desti l’attenzione sul cammino ancora lungo da fare può essere utilissima, a patto che porti ad una immediata reazione e non ad un’altra debacle. Piace lo spirito del mister, poco propenso a firmare risultati prima di giocare e determinato a scendere in campo con chiunque, toccherebbe dunque ai giocatori seguirlo evitando prestazioni come quella di Torino, troppo ordinata e poco coraggiosa, propensa più al compitino che all’azzardo. Occorre capire che il 5.5 non è sufficiente, serve qualcosa di più se ci si vuole salvare.

Donadoni foto spunto

 

Dall’altra parte ovviamente Sarri inizia a fare pretattica, forte del primo posto e della necessità di confermarlo dall’assalto dalle rivali. Preoccupa l’Inter, forse ancora di più la rimonta della Juve. ‘E’ la partita più difficile’ ha affermato il tecnico dei partenopei, un po’ come fece Zenga prima di Samp-Bologna. Ovviamente il compito di Sarri è tenere alta la concentrazione dei suoi, reduci da una partita dura sia dal punto di vista fisico che mentale contro l’Inter. Un minimo di rilassatezza può comparire, perché quando sei in rimonta la cattiveria nel voler raggiungere chi ti sta davanti porta l’inerzia dalla tua parte – meglio essere cacciatori – ma quando diventi tu la preda a cui tutti fanno la bocca il discorso cambia. Se non sotto il profilo tecnico, sicuramente sotto quello mentale. Ecco perché il Bologna deve crederci, di fronte non c’è una Juve dominante e schiacciasassi, non esiste una partita impossibile nel campionato italiano 2015/2016, quella squadra contro cui sai già che perderai. No, c’è una chance per tutti, anche contro la capolista Napoli che magari dominerà in Italia nei prossimi anni ma non ora, non con una vetta che mancava da 25 anni e con una pressione che sta tutta dalla loro parte. E allora, per regalarci un lunch match con qualche soddisfazione: SI-PUO’-FAREEE!

 

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