Sei sberle in faccia ai tifosi e a Saputo

Sei sberle in faccia ai tifosi e a Saputo

Bologna umiliato a Napoli, squadra allo sbando e caos in società: Saputo batta un colpo dopo i sei schiaffi rimediati al San Paolo

Avevo pensato di scioperare con lo Spunto. Primo perché avrei rischiato di scrivere a caldo, secondo perché sulla partita di Napoli non c’è nulla da commentare. E’ stata una vergogna, in diretta nazionale.

Che il Bologna fosse in crisi si era ormai capito, ma che le proporzioni della disfatta raggiungessero il grottesco francamente no. Perdere a Napoli è consentito, ma non senza giocare, senza un briciolo di dignità, senza lottare. Così no, perché a tutto c’è un limite, un confine di decenza che è sempre bene rispettare e onorare proprio per non ledere la fede di chi da casa o allo stadio tifa per i colori rossoblù. Onestamente tutto ci si poteva aspettare fuorché un finale di questo tipo. In termini di classifica cambia poco, sempre sconfitta è, purtroppo sotto il profilo della tenuta mentale il sei a zero del San Paolo è una mazzata per tutti. Riprendersi ora si fa difficile, così come sarà sempre più complicato riconquistare il pubblico. E già da domenica ci sarà bisogno del tifo perché la partita con il Genoa diventa fondamentale.

 

In tutto il Campionato di serie A 2015-2016 non si era ancora mai visto un risultato simile. Il 19 aprile resterà scolpito nella memoria dei tifosi per gli anni a venire, un martedì nero come la divisa indossata dai ragazzi di Donadoni, reduci da una sconfitta pesante come un macigno. Dire che al San Paolo sono scesi in 11, sarebbe un po’ come affermare che ad ascoltare Beppe Maniglia in piazza Maggiore si ritrovano in 20mila. Travolto per 6 a zero, il BFC visto a Napoli è una squadra di fantasmi, presenze che a malapena si sono trascinate da una parte all’altra del campo senza punti di riferimento, senza alcuna mentalità di gioco e, sopratutto, senza la minima voglia di provarci. In questi casi una società forte interviene tenendo la barra dritta ma al momento non si sa se a Casteldebole ci siano gli uomini giusti per farlo. La confusione regna sovrana su tutti i fronti: c’è caos nel club con la vicenda Corvino, marasma dal punto di vista tecnico con una squadra allo sbando e un allenatore che pare aver perso il polso della situazione, senza contare Destro fuori con altri problemi oltre al piede…In questo stato fare gli ultimi tre punti può diventare un’impresa ardua.

Mai come ora servirebbe l’intervento di Saputo, perché il dato ora è questo: dal momento in cui Pantaleo Corvino non è più punto di riferimento per la squadra il Bologna è crollato. Coincidenza? Chissà…Vista la situazione, si rende necessaria la presenza prolungata del chairman in città, almeno fino a che la salvezza non sarà certa. Quelli di Napoli sono sei schiaffi che il proprietario si è preso in piena faccia, per via di una squadra impresentabile e indifendibile che non ha onorato lo stipendio che il canadese puntualmente paga e la maglia che da mesi indossa. Dopo una disfatta del genere qualcuno sceglierebbe il repulisti generale, in realtà serve mantenere una certa lucidità di azione per imboccare la strada giusta. Una di queste potrebbe portare alla permanenza di Corvino e alla messa in discussione di chi lo ha isolato. Di sicuro, la prima cosa da fare è creare i presupposti affinché la squadra torni ad essere tale, i calciatori tornino ad essere uomini e professionisti prima che il margine sulla retrocessione sfugga di mano e si assottigli sempre più. Tocca a Saputo, perché lui ha parlato della ‘squadra di cui andare fieri’ ma ora si ritrova tra le mani una agglomerato di calciatori senza il livello minimo di decenza. Da ‘squadra che tremare il mondo fa’ a ‘squadra che vergognare fa’ il passo può essere breve e anche molto doloroso. Soprattutto per chi ha investito tanti soldi e passione per un giocattolo che si è rotto. La speranza è che non debba raccogliere i cocci…

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