Segnali dal futuro

Segnali dal futuro

Ci si attende un segnale dal Bologna, un appiglio a cui i tifosi possano aggrapparsi e sperare in una promozione per nulla certa, anzi, al momento considerata un mezzo miracolo. Per segno però non si intende lo sfregio che alcuni teppisti hanno presentato alla città a Palazzo Hercolani (la madre dei cretini è sempre incinta) ma qualcosa di decisamente più elegante e civile. Bisognerebbe partire oggi vincendo contro il Lanciano, riportando tutti quanti ad una realtà più consona che ci prospetti un Bologna competitivo ai playoff. Ora come ora siamo pulcini bagnati in cui anche un Avellino qualsiasi ci fa paura come Nightmare ai bambini. Meglio riprendere coraggio e fiato ricominciando a somministrare quella che, a detta di molti, può essere la medicina migliore: la vittoria. Rimaniamo dunque concentrati sul campo, cerchiamo di focalizzare le nostre energie sull’aspetto più urgente che ora è rappresentato unicamente dal ritorno in A. Invece si vocifera di un Tacopina interessato a Verona, di Saputo che corteggia Montezemolo e di Corvino con un occhio di riguardo al Lecce dell’uscente Tesoro. Dobbiamo ancora finire la stagione e già guardiamo alla prossima o a quello che sarà, strategia utilissima se questo Bologna avesse certificato la propria categoria di appartenenza, dannosa se così non è e con la fase più delicata ancora da giocare. Noi tutti vorremmo utilizzare una Delorean e viaggiare nel futuro assieme a Marty McFly, capire cosa faremo e dove saremo, ma purtroppo non è possibile. Soprattutto, si perderebbe il gusto dell’ignoto e del presente. A volte la tentazione è irresistibile, ammettiamolo. In realtà però il futuro il Bologna può comunque guidarlo e indirizzarlo in un certo modo se compirà il suo dovere di formazione più blasonata del lotto. 

 

E’ notizia di ieri che la Lega B ha ceduto a Sky i diritti per i prossimi tre anni, sono 60 milioni globali (20 all’anno). Per Saputo sposta poco, gli entreranno 4 milioni invece che 2.5 se il Bologna rimarrà in B. Rispetto ai 30 in caso di A e ai 40 spesi quest’anno, quei 4 sono bruscolini. Per i tifosi invece, gli abbonati alla tv satellitare (in possesso del pacchetto calcio) potranno “godersi” la B gratis il prossimo anno senza dover sborsare il ticket da 99 euro. Buona notizia a metà, perché tutti si augurano che il Bfc non vi faccia più parte e di questo spettacolo, parliamoci chiaro, ne hanno già avuto abbastanza un po’ tutti. Preferiamo di gran lunga le paturnie regolamentari di Caressa, sicuramente più logorroiche ma decisamente più sopportabili rispetto ad altre quaranta partite di cadetteria. 

 

Il quadro è questo, una B dai contorni sontuosi se il Bologna vi resterà, una A dominata dalla Juve con una flebile concorrenza da romane e milanesi e un parco squadre da lotta salvezza che nulla aggiungono ad un campionato che da tempo ha perso il suo appeal. I rossoblù, partendo da una sfida all’apparenza innocua contro il Lanciano, possono iniziare a ricostruirsi un futuro. Riprendere l’abitudine alla vittoria, garantirsi un percorso più semplificato ai playoff e tentare dunque una insperata promozione. Ritardare di altri dodici mesi tutti i progetti in cantiere, nuove partnership con aziende del territorio, restyling del Dall’Ara e il possibile ritorno di Montezemolo vorrebbe dire non cogliere i segnali dal futuro che questa nuova proprietà ci sta fornendo. C’è una visione diversa nel modo di governare il Bologna Calcio, un programma futuristico che, se iniziato, può davvero riportare i rossoblù su un universo di ambizioni molto più prestigioso rispetto a quello che la nostra mente immagina ora. Ricordo le parole di Casarini “i giocatori pensano per primi a se stessi” e quelle di Delio Rossi “siamo dipendenti del Bologna”. Ecco, credo si possano coniugare le ambizioni personali con quelle di squadra, entrare nella storia come chi ha portato il Bologna in A e allo stesso tempo strappando un nuovo contratto qui o altrove. Quello di quest’anno è stato un Bologna costituito da due anime, ma come sentenzia chiaro anche il mister: “I giocatori non sono né del direttore sportivo, né dell’allenatore”. Punta parecchio sull’aspetto psicologico Rossi, consapevole che su quello fisico può poco. Vincere stasera per cogliere i segnali dal futuro dunque, perché la prossima stagione si inizia a costruire con i piccoli mattoncini posti ora. Uno di questi porta ad una – all’apparenza – inutile partita finale di campionato, in realtà: oggi è già domani. 

 

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