Se per cena ci aspetta l’insalata…

Se per cena ci aspetta l’insalata…

“Non sei mai contento quando arrivi al secondo posto, ma dopo un avvio di stagione difficile stanno arrivando i primi risultati”. Queste le dichiarazioni di Kimi Raikkonen dopo la conquista del secondo posto sul podio nell’avvincente gran premio F1 in Bahrain. Chi invece è ottimista e non vede nessun problema dall’orizzonte del terzo posto in serie B è Diego Lopez, che in conferenza stampa ha espresso totale fiducia e nessuna preoccupazione circa le condizioni fisiche e psicologiche della squadra in vista dei prossimi match. 

 

D’accordo, non si possono fare paragoni tra le parole del finlandese e quelle del mister uruguaiano: il mondo dei motori si basa su un singolo individuo e la sua auto, sebbene dietro ai recenti successi della Ferrari ci sia una scuderia di tecnici, ingegneri e meccanici che lavorano giorno e notte al perfezionamento della Rossa. Su un campo di calcio c’è una squadra di 11 uomini che deve lavorare in perfetta sintonia per bruciare i tempi e finalizzare il risultato con quell’unico, piccolo ma potente mezzo a disposizione: il pallone. Se ci pensate, è persino ridicolo pensare alla semplicità con cui una palla può cambiare la storia di una squadra, della sua città e dei suoi abitanti. Nel nostro caso, come ha detto Masina “siamo in un momento in cui la palla non vuole entrare in porta”, come se avesse una propria volontà o come se un oggetto così banale possa rappresentare un amuleto posseduto da demoni. Tanto che a volte mi viene il dubbio che Guaraldi & company, prima dell’ultima, agonizzante uscita dalle scene, abbiano gettato qualche sarcastica ma voluta jella sullo stadio Dall’Ara…

 

Battute (inquietanti) a parte, stando alla striscia di zero a zero accumulati dal BFC, non riesco a concepire la serenità, la pacatezza, la serafica inerzia del mister e dei giocatori in una fase del campionato dove emerge, con evidenza cristallina, preoccupazione e ansia per l’imminente scivolone verso i play-off. Se persino i secondi e i terzi sul podio di una F1 o di un Moto GP manifestano la propria debolezza e il comprensibile dispiacere nell’aver conquistato una posizione più bassa, apprezzerei se anche i nostri – viste le circostanze – ci parlassero con sincerità delle proprie paure, delle ragioni per cui siamo precipitati, della mancanza di motivazione e di cattiveria di cui parlava già Maietta dopo il Brescia o del VERO motivo alla base di questa “anemia da gol” che non trova cura neanche nei repentini cambi di modulo effettuati da Lopez. Il gruppo non si ricompatta e non trova personalità. Non c’è più l’amico pollo di gomma agitato da un Laribi radioso, o la t-shirt con il nome del secondogenito mostrata da Cacia alla curva e non ci sono gli abbracci e gli sguardi complici che abbiamo visto a Sestola o nei più alti momenti di questa difficile stagione. Dove si è persa quella sintonia, quella voglia di fare “tutto in famiglia” ed esultare, sapendo che per i tifosi bolognesi neanche un piatto di tortellini o una crescentina con la mortadella può dare la stessa ineguagliabile soddisfazione di una vittoria del suo amato Bologna? 

 

 

Noi bolognesi siamo fatti così: le buone cose ci fanno innamorare e quando siamo cotti a puntino, non molliamo più la presa. La pancia dei tifosi non digerisce le sconfitte e a volte siamo tutti fin troppo caustici nel biasimare la squadra per il rendimento in campo, la scarsa bellezza del gioco, l’agonismo perduto e questo passo di gambero che ci riporta sempre più indietro, alla deriva di un Campionato tumultuoso come un mare in tempesta. Nel mondo di oggi, però, non sono più i pesci grandi a mangiare i piccoli, ma i pesci più veloci a far fuori i più lenti, così si qualifica chi non si arrende, chi preme l’acceleratore, chi ammette l’errore (o lo sfrutta a proprio vantaggio come fa il Carpi) e con lucida consapevolezza riprende la sua corsa con maggiore determinazione e grinta. Sopratutto quando le altre squadre sembrano giocare per noi: il Frosinone ha pareggiato contro il Livorno e per un punto siamo ancora sulla stessa linea d’ombra del Vicenza a quota 59. Su questo confine si giocano le sorti e il futuro del BFC, su questa fune invisibile che ci separa dalla serie A, si giocano i destini dei giocatori e le speranze del Club di poter investire nel progetto di una grande squadra fra le grandi. Come Raikkonen, non possiamo essere contenti della posizione in cui ci troviamo e accettiamo l’errore umano, accettiamo persino la sfortuna, la jella e i palloni posseduti. Quel che non possiamo accettare è la menzogna di una favola che non prevede il lieto fine: preferiamo ascoltare la vostra realtà, sapere che forse vi siete sopravvalutati, tutti, compreso il mister, e che infondo siete solo giocatori di serie B a cui non dispiacerebbe restare un altro anno (o forse tutta la vita) in cadetteria. 

D’altra parte, come ha detto Arrivabene al termine del Bahrain,“Siamo tutti esseri umani e a volte, nonostante la squadra faccia un buon lavoro, si possono fare degli errori. Questo è il bello dello sport”. Mi rendo conto che l’idea di far salire il Bologna in A per poi essere ceduti o lasciati in panchina non alletti nessun giocatore, ma questa è la professione che avete scelto ed è nella natura del calcio moderno la precarietà e la possibilità di essere un eroe oggi e un panchinaro domani, persino indossando diverse maglie e segnando per diversi club in una sola stagione. 

Vi abbiamo dimostrato con ogni mezzo che per la piazza rossoblù conta solo l’impegno e la volontà di restare uniti nell’obiettivo, vi abbiamo circondato e sostenuto con il nostro tifo e il nostro calore, nonostante le evidenti difficoltà e il malcontento generale. A sei partite dalla fine non possiamo indovinare il vostro stato d’animo e non possiamo assecondare i toni ottimistici del mister, indossando un paio di occhiali rosa come bimbette. Risparmiateci i bei discorsi perché noi ci crediamo veramente e quando ci si fa la bocca dei tortellini e della mortadella… o della vittoria, la delusione più grande è scoprire che per cena dovremo farci bastare l’insalata.

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