Se non ora, quando? Un Bologna indeciso ora rischia grosso

Se non ora, quando? Un Bologna indeciso ora rischia grosso

Un Bologna allo sbando non fa nulla per invertire la rotta, ma così si rischia il tracollo.

Il Bologna ha deciso di non decidere, o meglio: è ritornato sui propri passi. Incredibile. Rossi esonerato a metà pomeriggio, confermato a sera inoltrata. Una riunione fiume dirigenziale non ha prodotto il tanto atteso cambio di rotta, tutto resta com’è, nella speranza che forse un aiuto divino sistemi le cose. Sotto i portici si mormora che la fatal decisione per Rossi fosse stata presa ma che la difficoltà a convincere i primi due allenatori sulla lista dei possibili subentranti abbia fatto fare retromarcia al Bologna. Sì, probabilmente ora per accettare Bologna gli allenatori pretendono qualche garanzia economica importante, perché salvare questa squadra può essere considerato un salto nel buio senza paracadute. Si dice che Prandelli e Guidolin abbiano posto delle resistenze e che gli altri allenatori sul taccuino non convincano a pieno. Ci sarebbe Donadoni, che probabilmente non sarebbe così totalmente chiuso all’idea, ma è chiaro che la situazione drammatica non attrae potenziali allenatori; sempre ammesso che Donadoni piaccia a chi di dovere. Il problema è che rimandando ancora una decisione a detta di molti inevitabile, il Bologna si chiude in un angolo con i pugni chiusi, lasciando che le sferzate della Serie A abbattano la fragile guardia felsinea. Se nemmeno sette sconfitte su otto e l’ultimo posto in classifica hanno portato ad un cambiamento, ci si chiede cosa debba succede affinché la dirigenza prenda in mano la situazione con decisione, celerità. Ora è dura, perché si va a Modena contro il Carpi e in sella ci sarà, di fatto, un allenatore sfiduciato agli occhi dell’opinione pubblica e dei giocatori. Con questi presupposti, ottenere un risultato importante a Modena appare impossibile. Non solo, inizierà anche il trittico comprendente il turno infrasettimanale, un problema in più per chi, sabato sera, si ritrovasse nell’ordine delle idee di cambiare allenatore. Martedì ci sarebbe l’Inter, due giorni appena di lavoro per il nuovo eventuale mister. Si rischia di sacrificare altre due partite dunque, dopo averne sacrificate otto, mandando contro l’Inter di Mancini Colucci o una soluzione interna. In ogni caso, non ci facciamo una bella figura.

In tutto questo possiamo solo immaginare l’umore di Saputo, il quale in estate pensava di ritagliarsi uno spazio importante sui media italiani per via della virtuosa gestione del Bologna e per un ritorno al grande calcio con risultati ben diversi. Invece la ribalta è tutta per Sassuolo, Atalanta e Chievo, il Bfc finisce mestamente alla Domenica Sportiva per via del suo momento di acuta crisi e non per la brillante risalita dagli inferi. Lo ripeto, il chairman deve ritornare immediatamente in città, affrontando la crisi di petto, come si compete ad un proprietario che vede la sua squadra ultimissima e con una sequenza impressionante di sconfitte. Qualcuno dovrà pur rendere conto a Saputo? Oppure dentro Casteldebole regna la pace sovrana? Non serve di certo essere come il vulcanico Zamparini, ma il ritiro a Gradisca, a detta di tutti, ha curato molti mali di un Palermo che – senza strafare – è venuto qui a fare il compitino. Una produzione sufficiente ad ottenere la vittoria scaccia crisi. Invece pare proprio che qui in assenza del capo ognuno tiri l’acqua al suo mulino, una disgregazione che, di fatto, limita qualsiasi operatività atta alla ricerca della soluzione suprema alla crisi profonda del Bologna.

Nelle ultime ore ho letto pure che la motivazione nel mancato esonero di Rossi risiederebbe nel progetto. In sintesi, se si caccia il mister salta tutto. Mi sembra follia, perché se davvero si pensasse questo la miopia strategica a Casteldebole diventerebbe evidente. Per coerenza meglio retrocedere? Non credo. Più plausibile dunque la difficoltà a reperire un allenatore di caratura con questa situazione di classifica. Adesso però il Bologna dovrebbe uscirne in qualche modo ma la soluzione della società è proseguire così senza cambiare nulla, sperare che sabato il delegittimato Rossi si risollevi con l’aiuto di undici prodi condottieri, rianimati dal loro torpore con chissà quale pozione magica. La speranza c’è, sia chiaro, ma anche la consapevolezza che a Modena il Carpi giocherà alla morte, con calci, calcioni e spirito battagliero. Nel corso della settimana, nuova puntata de ‘Il mondo di Joey’, stavolta il sottotitolo sarà ‘viaggio dentro una crisi eterna’. Chairman, ritorni qui, la prego, la situazione contingente richiede la sua presenza. Qualcuno dovrà pur far qualcosa per scuotere gli animi. Se non ora, quando?

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