Se Diawara restasse, potrebbe essere reintegrato?

Se Diawara restasse, potrebbe essere reintegrato?

Il guineano sembra aver perso mercato, la Roma tentenna, il Napoli pensa ad altri obiettivi, senza considerare le pretese di Amadou. E se alla fine non venisse ceduto?

Saputo ha detto che ‘Diawara non si sa dove vuole giocare’. L’enigma dunque prosegue, ma sembra che il Bologna non abbia fretta. Certo, una cessione di Amadou avrebbe fornito il budget per completare il mercato con l’arrivo di un mediano e di un attaccante, ma non è mica detto che il Bfc non riesca a portare a termine la propria missione lo stesso. A fine mercato la possibilità di chiudere una operazione davanti a basso costo si presenta sempre, d’altronde se l’anno scorso abbiamo risolto tanti problemi con l’arrivo in prestito di Giaccherini, la stessa cosa può ripetersi quest’anno. Per la mediana il nome è quello di Dzemaili, ma di certo i due milioni che chiede il Gala il Bologna non li spenderà mai se non avverrà la cessione di Amadou.

Proviamo allora a fare un ragionamento. L’obiettivo del Bologna è la salvezza tranquilla, migliorare il 14esimo posto della passata stagione. La domanda che si fanno a Casteldebole, al di là delle parole di Donadoni, è questa: per quanto visto fino a qui, soprattutto le ultime due amichevoli, il Bologna rischia davvero di retrocedere per come è strutturato? All’interno della considerazione ci rientra chiaramente Mattia Destro, giocatore che il Bologna attende di recuperare. Dunque, costruito così e con Destro in forma il Bologna si salva? La risposta probabilmente è sì, anche se persiste il solito problema gol là davanti. Se non segna Destro c’è Brienza, ma gli altri al momento latitano. Se a Casteldebole sono convinti della bontà della rosa con Destro a pieno regime, cosa mancherebbe per migliorare la prestazione dell’anno scorso? Un mediano e una punta. Qui allora è necessario aprire uno scenario. Se non si trovano acquirenti per Diawara, il ragazzo rimane al Bologna con il suo contratto. Non è una spesa enorme per il club, può tranquillamente lasciarlo fuori rosa una stagione a 70mila euro all’anno. Mettiamo però in conto che il ragazzo, pur di non star fuori e non perdere mercato, decida di chiedere scusa umilmente ad una squadra e ad un club traditi con un inspiegabile ammutinamento, cosa accadrebbe?

Diawara è ormai entrato nel mirino dei tifosi, anche loro percepiscono le azioni di Amadou come uno sgarbo, fino al punto tale che in maglia rossoblù non vorrebbero più vederlo. Nello spogliatoio, inoltre, di Diawara non si parla, e quelle poche volte in cui il nome salta fuori si percepisce l’incazzatura della squadra. Ma mettiamo che il guineano rimanga, si cosparga di cenere, si metta in ginocchio e chieda perdono, quale sarebbe la strategia più utile per il Bologna? Probabilmente punirlo per un certo periodo di tempo, su questo non c’è dubbio, ma non sarebbe funzionale reintegrarlo e considerarlo un rinforzo di mercato interno? Serve un mediano, si dice, e allora perché non potrebbe essere di nuovo Amadou? Impraticabile pista si potrebbe ribattere, e adesso la percezione può essere solo quella, ma se il ragazzo tornasse sui suoi livelli, segnasse anche qualche gollettino e ritornasse a fare quel lavoro di diga davanti la difesa, non potrebbe essere riamato? Con Diawara di nuovo arruolato, il Bologna sostanzialmente dovrebbe andare a prendere solo un attaccante a fine mercato, anche un prestitaccio come fu con Giaccherini. E di giocatori forti caduti in disgrazia e disposti a rimettersi in gioco come Giak ce ne sono ancora tanti, tutti coloro che ad agosto inoltrato capiranno di essere fuori dalle scelte tecniche dei rispettivi allenatori. Due colpi a costo zero dunque, e a quel punto il Bologna sarebbe migliorato senza dubbi rispetto a un anno fa…

1 commenti

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  1. 12345678 - 12 mesi fa

    Buongiorno, penso, leggendo il suo articolo, non sia possibile che ciò accada, perché non tiene conto dei sentimenti della squadra, dei compagni.
    Ecco sì, si vedrebbero imposto dall’alto, uno che li considera nulla, dimostrando così, disprezzo. Non lo accetterebbero, e questa volta non vale la favoletta: ma, poverino, ha solo 18 anni, perché quel modo di comportarsi è innato, non si corregge perché è “tuo”.
    Si incrinerebbe tutto imponendolo, ed è un rischio che non vale la candela, meglio aspettare gli ultimi squilli di mercato, sia per il negro, che per gli “affaroni”.

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