Se anche le big cedono

Se anche le big cedono

In città tiene banco il nodo Diawara, giocatore incedibile per tanti tifosi ma non per il club. In realtà, tolta la Juve, tutti i club italiani sono disposti ad ascoltare offerte interessanti per i propri campioni.

Notizia di ieri, Pjanic ad un passo dalla Juve. Sì, la terza forza del campionato cede uno dei suoi campioni alla prima, il rischio di ammazzare i prossimi 5 anni di Serie A c’è tutto. E allora, se anche una big del calcio italiano decide di cedere un motivo ci sarà. Parliamoci chiaro, la Roma avrebbe comunque ceduto uno dei suoi giocatori, la scelta era ricaduta su Rudiger ma il suo infortunio ha obbligato i giallorossi a cambiare le strategie. E c’è chi mormora siano stati proprio da Roma a chiamare verso Torino e non viceversa. La sintesi è che nessuno in Italia può permettersi di fare sempre il passo più lungo della gamba, ad eccetto della Juve quasi tutti i club sono pervasi da debiti e problematiche legate al fair play finanziario. E chissà che Sabatini non sia rimasto a Roma proprio per dare una mano a Pallotta in questo campo.

Tutti cedono dunque, non deve stupire se lo farà anche il Bologna. Guarda caso, se Pjanic dovesse salutare Roma si liberebbe uno slot in mezzo al campo. Certo, c’è Paredes, ma sai mai che proprio i giallorossi non possano pensare proprio a Diawara. Soldi da reinvestire, con la cessione di Pjanic, ne avrebbero. Non è nemmeno un mistero il fatto che durante i colloqui Fenucci-Sabatini per il ruolo di futuro Ds si sia anche parlato di Diawara. I presupposti ci sono. Ora, non si tratta di sperare in una cessione del talento guineano, bensì analizzare la realtà e capire che l’unico modo per rimpolpare il budget è generare una plusvalenza. Di conseguenza, la scelta è questa: 3 innesti funzionali senza grandi investimenti per giocatori di richiamo, oppure una cessione e il conseguente reinvestimento dei danari entrati. Budget di 8 milioni oppure di 23-25.

Il Bologna dunque sta passando da una fase di forti investimenti, obbligata da una rivoluzione tecnica inderogabile dopo la Serie B, ad una fase di assestamento delle spese. Era tutto previsto, perché la fase critica è sempre quella iniziale, dopo, se il lavoro svolto è buono, si tratta semplicemente di puntellare in attesa di poter alzare l’asticella. Diawara è stato fondamentale per la salvezza del Bologna, potenzialmente è un fenomeno, ma inserito in un contesto tecnico migliorato e più qualitativo non si può definire imprescindibile per il Bologna stando al suo livello attuale. E se cedono le big può farlo anche il Bologna, a patto che tutto venga gestito nel migliore dei modi. Bigon lo fece a Napoli con Cavani, ci è già passato.

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