Scudetto nel 2026, ma a noi interessa il presente

Scudetto nel 2026, ma a noi interessa il presente

Attenderemo dieci anni per l’ottavo scudetto, parola di Saputo. Il processo di consolidamento della categoria richiede tempo, i debiti verranno ripianati definitivamente nel giro di tre anni e sullo stadio, quasi sicuramente, si andrà altrove. Possiamo riassumere così la chiacchierata del chairman con il Carlino, l’illustrazione delle linee guida verso il prossimo decennio che, lo speriamo, culminerà con un Bologna competitivo ad altissimi livelli. Intervista interessante, finalmente Saputo si è sbottonato un po’ sulle questioni legate al Bologna Calcio, meno sul mercato che incombe e che vede il Bologna in ritardo. Lui non è preoccupato, perché dovremmo esserlo noi? In fin dei conti una retrocessione comporterebbe un ulteriore esborso di denaro, se rimane tranquillo chi quei soldi dovrebbe tirarli fuori…bè, tranquillità per tutti. In realtà Saputo segue le vicende legate alle trattative di Corvino, tant’è che ha ammesso ‘ho letto tantissimi nomi accostati a noi sui media’, questo perché di retrocedere non ne ha proprio l’intenzione e cercherà, per quanto possibile, di costruire una squadra discreta. Probabilmente si attende un abbassamento dei prezzi, ma con il ritiro di Sestola alle porte qualcosina, a breve, andrebbe obbligatoriamente fatta. Oppure facciamo salire Delio Rossi nelle stesse condizioni di Castelrotto? 

 

Nessuna critica verso il chairman, ci mancherebbe, anzi ‘sempresialodato’, ma è chiaro che ai tifosi più che il futuro nel 2026 interessa quello più vicino a noi in ordine temporale. I supporters vogliono giocatori ora, soprattutto coloro che sono indecisi se abbonarsi o meno. La piazza desidera tarare il livello di questa squadra sulla base dei titolari e non delle riserve che ora presentiamo da centrocampo in su. Ecco allora che oltre al classico ‘investiremo su giovani futuribili’ servirebbero gli annunci ufficiali, a partire da Defrel su cui il Bologna è padrone del proprio destino (e di quello del giocatore) se decidesse di chiudere in tempi brevi. Ci sono due o tre giocatori vicini che bisognerebbe iniziare a chiudere sul serio, altrimenti tra i tifosi la domanda ‘perché non lo facciamo?’ diventerà il ritornello estivo più gettonato (e con qualche fondo di verità). In realtà una spiegazione c’è eccome: gli esuberi. Saputo è stato chiaro, almeno otto giocatori devono essere ceduti. Ecco dunque che il Bologna ha bisogno di sfoltire, ma per farlo dovrà probabilmente mettere in campo risorse sue, non riuscendo ad abbassare in maniera corposa il suo tetto salariale, un altro aspetto che limita il processo di risanamento del club a meno che i fatturati non facciano un deciso scatto avanti. 

 

Su questo tema Fenucci è stato ancora più preciso. In sostanza, l’amministratore delegato ha ammesso che molti degli esuberi hanno mercato in Serie B, ma in cadetteria c’è ancora confusione per la vicenda Catania e c’è il tetto agli ingaggi che impedisce alle società di portare a termine determinate operazioni. Cedere Bianchi, ad esempio, diventa impossibile se il Bologna non contribuisce a pagarne, in quota maggioritaria, l’ingaggio (oppure tocca al giocatore decurtarselo). Lo stesso discorso vale per Mancosu e Cacia, mentre Acquafresca, azzardo una opinione personale, è uno degli incedibili per Delio Rossi. Questa è la situazione che blocca il mercato del Bologna, la necessità di cedere da un lato (a condizioni non favorevoli) e un budget limitato dai debiti della società al momento non supportati da adeguati ricavi dall’altro. ‘Il fatturato è 43 milioni di euro, una cifra che non ci permette di fare il passo più lungo della gamba’, parole di Saputo. Cari tifosi, sta tutto qui, questa è la spiegazione del mercato ingessato fino a che i prezzi non si calmeranno, ecco perché Saputo porta a Montreal Drogba e non può farlo qui, ecco perché – infine – su ogni trattativa si cerca di estrapolare la condizione meno dispendiosa per il Bfc. Detto questo, con un Rossi impaziente di poter lavorare sui titolari, sarà necessario – per davvero – portare a termine tre operazioni importanti a stretto giro di posta. Nella fattispecie, completare la mediana con due elementi e portare almeno uno dei componenti del tridente offensivo. Che almeno venga concessa al tecnico l’opportunità di lavorare concretamente a Sestola con due reparti su tre completi. E in attacco? Bè, una punta con la doppia cifra in canna sarà in grado di incidere anche se arriva a fine agosto, è successo con i vari Di Vaio e Gilardino e può accadere di nuovo. Chi sa segnare non disimpara, è come andare in bicicletta. 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy